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Salute in Valle d'Aosta | 30 ottobre 2019, 21:47

La politica pensi ai medici che già operano in Valle; non solo a quelli che arriveranno

In ottobre l’Assessorato Sanità, durante un incontro con le OOSS della Dirigenza Medico- Veterinaria e SPTA, ha presentato a sommi capi la bozza del disegno di legge “Disposizioni attuali per l’attrattività del sistema sanitario regionale e la formazione del personale sanitario

La politica pensi ai medici che già operano in Valle; non solo a quelli che arriveranno

Dubbi e perplessità in merito all’efficacia del disegno teso ad attrarre nuovi medici offrendo una busta paga con 600 euro (lordi) in più per due anni anni sono espresse dalle organizzazioni sindacali della Dirigenza Medico-Veterinaria. La proposta di legge prevede la clausola che i nuovi medici dovranno prestare servizio al Parini per almeno 5 anni, con uno stipendio nei tre anni residui decurtato dei 600 euro lorde/mese, elargiti per i primi 2 anni.

Oltre a questo le organizzazioni sindacali e i medici ospedalieri si dicono in attesa “di sapere quali siano le proposte da parte della Regione per mantenere in ospedale i medici che già da anni prestano servizio con sacrifici sempre più crescenti per le carenze e le condizioni di lavoro”. La carenza di medici e chirurghi è presente in tutta Italia e anche oltralpe e le altre regioni italiane limitrofe oltre a Svizzera e Francia stanno mettendo in atto diverse misure e seri incentivi economici per assumere medici specializzati, oramai diventati merce rara.

“Vogliamo – si legge in una nota sindacale - fare di tutto per arrestare la fuga di medici con anni di esperienza dalla VDA, attualmente in direzione degli ospedali svizzeri, delle strutture private nelle altre regioni o degli altri ospedali pubblici fuorivalle; per non considerare le fuoriuscite per pensionamento”.

Le OOSS si dicono certe che “utilizzare come soluzione prevalente l’impiego della libera professione aziendale (LPA) con effettuazione di visite, esami diagnostici o interventi chirurgici sino alle 20 di sera e in orario straordinario, non porterà miglioramenti significativi né in termini di abbattimento delle liste di attesa e di attrattività, bensì sarà solo una misura palliativa”.

Spiega ancora la nota: “Non è facendo fare ore o ore di straordinario (facoltativo) a circa 35 euro nette all’ora ai pochi medici rimasti (oltre all’orario istituzionale e ai turni di guardia feriali e festivi, diurni e notturni) che si risolvono carenze e fughe”.

La proposta delle OOSS affinché una piccola e periferica regione come la nostra, munita di un unico ospedale pubblico, venga scelta dai medici, i sindacati da tempo l’hanno già espressa più volte: “Incrementare realmente gli stipendi con una specifica indennità regionale fatta ‘ad hoc’, come in Trentino-AltoAdige”.

red. eco.

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