/ CRONACA

CRONACA | 30 ottobre 2019, 10:51

Nella Valle bilingue Poste Italiane chiede l’esame di lingua italiana per fare un buono fruttifero

Marianna da 20 anni vive e lavora in Valle, ma è trattata come un povero diavolo in fuga dalle persecuzioni che sbarca a Lampedusa e peggio di uno scafista dei barconi della morte. Europa a brandelli

Nella Valle bilingue Poste Italiane chiede l’esame di lingua italiana per fare un buono fruttifero

Felicemente sposata da 20 anni con un valdostano esercente un’attività commerciale, mamma di tre figli, da altrettanto tempo residente in un comune valdostano, italiana con nazionalità francese perché nata in Francia, figlia di un pugliese e di una tedesca.

Marianna (il nome è di fantasia), sta vivendo le contraddizioni di un’Europa economica e che per nulla è dei popoli. Ma peggio ancora l’assurdità è che il teatro di questa pantomima è la Valle d’Aosta, regione di confine, autonoma e bilingue dove c’è chi vuole sopprimere la prova di conoscenza di lingua francese ai concorsi per le assunzione pubbliche ma che vuole abolirli per i medici. Un situazione davvero kafkiana non più tollerabile.

I 35 di piazza Deffeyes devono capire che ci sono problemi che mettono in difficoltà di lavora e suda senza pensare di difendere la poltrona ottenuta con impegni quasi sempre disattesi. Altro che leggi elettorali, maggioranze, mozioni di sfiducia.

La sfiducia sta soffocando i valdostani.

Marianna, infatti, vive una situazione non più sostenibile. Nei giorni scorsi si è recata alle Poste per fare un buono fruttifero a favore della figlia minorenne. Ma si è sentita dire che non può farlo perché non ha la cittadinanza Italia. Per farlo dovrebbe sostenere prima l’esame di conoscenza di lingua italiana che le costerà circa 500 euro e poi aspettare  due o quattro anni perché venga completato l’iter.

Insomma Marianna valdofrancese, che parla le tre lingue della Petite Patrie: francese, patois e italiano, ed il tedesco, è straniera in Valle d’Aosta e in Italia che la tratta alla stregua di uno di quei poveracci che sbarcano a Lampedusa, e se possibile è trattata peggio degli scafisti delinquenti che una volta arrestati campano a spese degli italiani.

Raccontare la storia di Marianna, francese giunta in Valle nel 1999, sarebbe troppo lungo. Ma è una donna che contribuisce con l’attività che svolge con il marito a mantenere vivo un comune di montagna che deve combattere tutti i giorni contro o spopolamento. L’impossibilità di sottoscrivere per la figlia minorenne un buono fruttifero postale è la prova provata di quanto ottusa sia la burocrazia di quanto sia falsa l’affermazione dei politici che dicono di sentirsi di essere cittadini europei.

Marianna è straniera in Europa ed è una gran balla che un cittadino possa muoversi liberamente.

E’ stata persino bloccata al’aeroporto quando l’estate scorsa voleva recarsi in Grecia, per via dei documenti. All’epoca del matrimonio aveva scelto per ragioni sentimentali di mantenere la nazionalità francese. E questo le ha provocato tanti problemi: dal recarsi a Torino per votare  al non poter votare per le regionali anche se con il suo lavoro contribuisce al Pil regionale. Può solo votare per le comunali.

Da sottolineare che Marianna non è proveniente da una colonia francese; arriva da Colmar nella vicina Alsazia. Ma viene trattata come un scafista dei barconi che portano in Italia chi spera in una vita migliore in Europa.

Ma dove viviamo!

Una donna che da 20 anni vive in Italia e per giunta in Valle d’Aosta  deve sopportare l’arroganza di una burocrazia che non lascia spazio al buon senso, alla logica ma che tratta tutti i cittadini alla stregua di irregolari, clandestini o delinquenti. Certo che il tutto si svolge sotto l’egida delle normative di Stato, ma non si può sempre e comune fare di tutta l’erba un fascio. C’è da sperare che chi può intervenga immediatamente. Altro che Europa dei Popoli; Europa che discrimina i suoi cittadini e la Valle d’Aosta che non li considera.

pi.mi.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore