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Confcommercio VdA | 27 ottobre 2019, 11:53

Flavia Balbis entra a pieno titolo nel Terziario Donna Lab nazionale Confcommercio

A Palermo, con il progetto Bar della Corriera si e’ aggiudicata ex aequo Premio l’Economia della Bellezza. Balbis ‘Il progetto è segreto ma presto lo adotterò per il mio Geeko. Presto un seminario ad Aosta per riflettere sull’economia del futuro, su nuove visioni e prospettive imprenditoriali. Sull’economia bellezza’

Flavia Balbis premiata

Flavia Balbis premiata

Terziario Donna Confcommercio, il Gruppo rappresentativo delle imprenditrici, lavoratrici autonome e professioniste associate a Confcommercio-Imprese per l’Italia ha organizzato a Palermo   la nuova edizione dell’evento nazionale Terziario Donna LAB. Ai lavori hanno preso parte Flavia Balbis, presidente Terziario Donna VdA e Giovanna Masi del’Ufficio marketing di Confcommercio VdA

“Si è trattato – commenta Flavia Balbis - di un appuntamento che il Gruppo porta avanti ormai dal 2014 nella città siciliana e che vuole essere un’occasione per riflettere sull’economia del futuro, su nuove visioni e prospettive imprenditoriali, con lo sguardo rivolto al cambiamento in atto non solo nel tessuto economico, ma anche nella società”.

Il Terziario Donna LAB in questi anni ha lanciato alcuni temi di rilettura delle dinamiche di mercato e di nuove visioni di economia efficace. L’Economia del Bene Essere e l’Economia del nuovo Umanesimo, per uno sviluppo dell’economia che sia sostenibile anche dal punto di vista sociale ed etico e che sappia mettere al centro l’uomo. (nella foto Flavia Balbis a dx con la presidente nazionale di Terziario Donna)

E il tema di quest’anno?

“L’Economia della Bellezza che esalta il nostro Paese e che è sinonimo di bellezza per patrimonio culturale, artistico, monumentale, paesaggistico, ma anche per qualità di vita, di alimentazione, di buon  gusto e di  design di alto livello”.

Tema impegnativo …

“Dobbiamo pensare  ad  un’economia civile che abbia come obiettivo l’evoluzione sistema economico, del territorio e della stessa società. È indubbio che relazione tra felicità e benessere, economia e democrazia ha radici molto lontane”.

Scusi ma felicità va oltre a terziario donna?

“Certo che sì perché benessere, qualità della vita, progresso, sostenibilità, felicità sono termini che sembrano differenti ma sono un tutt’uno e chi esercita un’attività commerciale, esercente, ristoratore, alimentarista deve dare l’opportunità al cliente di ritornare perché è entrato in un locale accogliente con personale cortese e un ambiente con particolari che si imprimono nella memoria del cliente”.

Dunque un’esperienza arricchente?

“Sicuramente. Anche perché ho avuto la possibilità di allacciare nuovi rapporti e scoprire esperienze vissute in altre parte d’Italia che possiamo adottare anche in Valle d’Aosta”.

Come pensa di trasferire alle iscritte a Terziario Donna l’esperienza vissuta a Palermo?

”Proporrò al presidente Graziano Dominidiato di organizzare in Valle un seminario con relatori che ci possono insegnare come e cosa si può fare per gestire correttamente un esercizio e per farlo diventare un luogo accogliente e caldo contrariamente a quanto avviene in un supermercato e peggio ancora acquistando online”.

A Palermo avete anche approvato un manifesto ambizioso centrato su 18 punti, di che si tratta?

“Ci siamo date uno strumento utile per valorizzare il talento, il merito, la bellezza, i valori che contraddistinguono il mondo di Terziario Donna e di Confcommercio perché siamo consapevoli di avere una responsabilità: dobbiamo innovare ed essere pronti al cambiante. Turismo, cultura, moda, alimentazione, bellezza possono essere fattori trainanti e tanti di questi aspetti possono essere fondamentali anche per lo sviluppo di dei nostri comuni, Aosta compresa, del nostro territorio, in primis ovviamente il turismo e la cultura”.

Dunque un messaggio forte e al tempo stesso nuovo?

“Come ha ribadito la nostra presidente nazionale Patrizia Di Dio, l’impresa al femminile non è solo un fattore forte dell’economia, è lo spazio in cui si rivela l’universo femminile: pensieri, valori, capacità di organizzazione, ideali e carattere, analisi attenta di ciò che è attorno a noi”.

Veniamo al Premio?

“Nella tre giorni di Palermo in una ventina di imprenditrici abbiamo partecipato ad un contest che prevedeva la progettazione di una campagna di comunicazione e l’allestimento di un locale capace di rimanere impresso nel cliente, come ho detto poc’anzi. Il mio elaborato è risultato primo con quello di altre tre colleghe. Ho presentato un progetto che presto adotterò nel mio locale”.

I NUMERI DEL TERZIARIO DONNA IN ITALIA

 Oltre al Manifesto a Palermo è stata presentata un’indagine su “Territorio, cultura e innovazione delle imprese al femminile del terziario italiano”, realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Research. Le imprese del terziario in Italia sono oltre 2 milioni e 600 mila: il 45% opera nel commercio, il 16% nel turismo e il 39% nei servizi. Il 63,5% sono imprese individuali. Il 68,5% ha un fatturato inferiore ai 500 mila euro. Quasi il 40% delle imprese femminili mantengono il rapporto con il territorio e la tradizione proponendo prodotti e servizi tipici delle terre in cui operano. La maggior parte delle imprese rosa, un 74%, denuncia una mancanza di supporto alla propria attività economica da parte delle istituzioni locali. Critiche anche all’attenzione che la politica e la pubblica amministrazione locale dedicano al rispetto e alla valorizzazione delle tradizioni, dei saperi e della cultura locale. E se le imprese femminili sono sempre più “green” (7 su 10 tra le intervistate si percepiscono come “imprese molto o abbastanza sostenibili” e la metà del totale delle imprenditrici pensa che la sostenibilità sia un’occasione di miglioramento, ma che i problemi di budget e di risorse umane fanno da ostacoli a questo processo) è alta la percentuale anche delle imprese digitalizzate nel terziario femminile: il 70% si ritiene tecnologica, in particolare al Centro-Nord.

red. eco.

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