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Chez Nous | 26 ottobre 2019, 12:43

Carta di credito

Carta di credito

La richiesta di dimissioni del presidente della Regione, Antonio Fosson, che Lega e Mouv hanno formalizzato ci riporta indietro indietro di un anno. A quanto iniziò il tira e molla per mandare a casa Nicoletta Spelgatti. Oggi di ripete la storia ma speriamo che non si ripeta la farsa che finì con l’elezione della Giunta Fosson che rappresentava il meno peggio del momento; il meno peggio, non il meglio, con protagonisti gli uno o i due che tenevano sulla graticola la giunta Spelgatti.

Responsabilità pretende che, in un momento in cui si torna indietro di un anno, si faccia un salto in avanti. Ovvero Lega e Mouv restituiscono pan per focaccia ad Antonio Fosson che ha abbandonò Nicoletta Spelgatti per prenederne il posto, ma ha deluso le aspettative. La sua continua mediazione ingessa tutti e la mozione di Lega e Mouv obbliga tutti ad una profonda riflessione alla luce del fatto che andare alle elezioni anticipate sarebbe una catastrofe.Restituito il pan per focaccia si riparta dall'antipasto.

Non c’è infatti, ad oggi, una classe politica dirigente alternativa a quella che ha in mano il mazzo di carte. Stiamo andando avanti per inerzia e barcamenandoci  tappando un giorno una falla un giorno l’altra e con Rete civica che un giorno c’è e l’altro minaccia la maggioranza. Non si può certo continuare a stare sull’uscio di casa e decidere di volta il volta, in base a cosa c’è sul tavolo, se entrare o uscire.

Gli aerei dopo lo stallo precipitano. La Giunta Fosson da quasi un semestre è in stallo ed i passeggeri temono di precipitare e questo sarebbe il meno. Il peggio è che se il governo regionale è in stallo prima o poi precipitano l’economia e la fiducia  accresce sconcerto, delusione, scoramento e fiducia. E non basta che questo o quell’assessore facciano cose egregie se i valdostani non hanno presente o non comprendono gli obiettivi.

La Regione è ingessata. Mancano sei mesi alle elezioni comunali e nessuno sa chi fa cosa. Non ci sono progetti né programmi.

Preso atto che nessuno intende andare alle elezioni anticipate serve dunque un forte senso di responsabilità, ma soprattutto una forte dimostrazione di rispetto per i valdostani. Serve un bagno di umiltà e accantonare la voglia di rivalsa personale e politica; gli interessi dei valdostani prima di tutto. E’ tempo di abbandonare le demonizzazioni; la politica deve prendere atto della volontà espressa dagli elettori.

E’ ora che le forze politiche più votate si mettano attorno ad un tavolo per disegnare, assieme, il futuro della Valle che non può essere quello dell’inerzia, dell’immobilismo e delle ripicche. La situazione non è certo facile, ma la richiesta di dimissioni del Presidente Fosson ufficializzata da Lega e Mouv è una imperdibile occasione di profonda riflessione sia per la maggioranza che per l’opposizione.

La mozione è un’occasione per aprire una nuova fase della politica valdostana. Un’intesa tra Lega e Mouv con i movimenti autonomisti e regionalisti, che si stanno federando, potrebbe essere una valida carta di credito dalla quale i valdostani potrebbero, da qui al 2023 iniziando dalle comunali del maggio prossimo, prelevare progetti, proposte e iniziative per un rinnovato sviluppo socio economico della Petite Patrie.

piero.minuzzo@gmail.com

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