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Confcommercio VdA | 18 ottobre 2019, 07:00

Lotta all’evasione dei piccoli e occhi bendati sulla criminalità organizzata?

Commercianti e piccoli artigiani tartassati da verifiche e scontrini fiscali ma i grandi evasori sono i potentati criminali che lo Stato non riesce o non vuole combattere

Lotta all’evasione dei piccoli e occhi bendati sulla criminalità organizzata?

Qualche hanno fa sono saliti agli onori della cronaca i commercianti di Courmayeur alcuni dei quali sono stati sorpresi dalla Finanza a non emettere lo scontrino fiscale o emettere scontrini fiscali più bassi rispetto all’effettiva spesa del cliente.

Tutto giusto e nessuno contesta, ma per qualche pecora nera non si può criminalizzare tutta una categoria che, come ogni lavoratore, deve sopportare una tassazione che è la più alta d’Europa. Il Governo quando affronta i problemi fiscali o di tassazione fa di tutta l’erba un fascio, non ha la capacità di intervenire chirurgicamente per recuperare l’evasione vera e milionaria dove c’è.

Dov’è l’evasione lo Stato lo sa bene tanto che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la mappa dell’evasione fiscale in Italia. E come si vede dalla mappa le aree di evasione sono chiarissime.

L’Agenzia delle Entrate ha infatti suddiviso l’Italia in zone di rischio:

RISCHIO TOTALE 11,2 milioni di residenti – pericolosità fiscale 5, pericolosità sociale 5, tenore di vita 1. Si tratta delle Province di Agrigento, Brindisi, Caltanissetta, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Foggia, Frosinone, Lecce, Napoli, Ragusa, Reggio, Calabria, Salerno, Trapani, Vibo Valentia e Barletta-Andria-Trani.

METROPOLIS 7,1 milioni di residenti – pericolosità fiscale 4, pericolosità sociale 4 , tenore di vita 5 . Sono le metropoli Roma e Milano. – NIENTE DA DICHIARARE? 2,3 milioni di residenti – pericolosità fiscale 4, pericolosità sociale 2 , tenore di vita 1 . Le aree sono Avellino, Benevento, Campobasso, Enna, Isernia, Matera, Nuoro, Oristano, Potenza, Rieti e Ogliastra.

RISCHIOSE ABITUDINI 4,0 milioni di residenti – pericolosità fiscale 3, pericolosità sociale 4, tenore di vita 3. Si tratta di Grosseto, Imperia, La Spezia, Latina, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Rimini, Savona. – NON SIAMO ANGELI 6,5 milioni di residenti – pericolosità fiscale 3, pericolosità sociale 3, tenore di vita 2. Sono Bari, Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Sassari, Siracusa, Taranto, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano e Olbia-Tempio.

GLI EQUILIBRISTI 5,3 milioni di residenti – pericolosità fiscale 3, pericolosità sociale 2, tenore di vita 3. Ecco l’elenco: Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Chieti, Ferrara, L’Aquila, Macerata, Novara, Perugia, Pesaro e Urbino, Teramo, Terni,Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Viterbo, Fermo.

INDUSTRIALE: 14,3 milioni di residenti – pericolosità fiscale 1, pericolosità sociale 3, tenore di vita 4. Sono Ancona, Bergamo, Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Padova, Torino, Treviso, Trieste, Varese, Venezia, Verona, Vicenza, Monza e della Brianza.

STANNO TUTTI BENE 9 milioni di residenti – pericolosità fiscale 1, pericolosità sociale 1, tenore di vita 4. Si tratta di Aosta, Belluno, Biella, Bolzano, Como, Cremona, Cuneo, Forlì-Cesena, Gorizia, Lecco, Lodi, Mantova, Modena, Parma, Pavia, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Siena, Sondrio, Trento, Udine. (Fonte Agenzia Entrate)

Cosa serve dunque fare la demagogica campagna degli scontrini o dei pos se la stessa Agenzia delle Entrate, che è il braccio destro del Governo in materia di fisco, spiega che la maggior parte degli evasori insiste in zone dove il tenore di vita bassissimo, dove dilaga la pericolosità sociale per la mancanza di servizi e di presenza dello Stato.

Ospite di a DiMartedì su La7, l’allora vicepremier nonché ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ha evidenziato che il nostro Paese "ha 300 miliardi di euro di evasione fiscale".

E non sono certo i bar, i ristoranti i negozi di prossimità ad essere dediti all’evasione. Chi evade le tasse viola la legge: ma non necessariamente chi non paga le paga lo fa violando intenzionalmente qualche norma. Un contribuente, per esempio, potrebbe non versare quanto dovuto allo Stato semplicemente per errore.

Esiste poi l’elusione fiscale, che raccoglie un insieme di comportamenti più sfumati da un punto di vista legislativo, ossia tutte quelle decisioni dei contribuenti che pagano meno tasse del voluto sfruttando le ambiguità interpretative delle norme.

Per non parlare dell’impossibilità di assolvere ai doveri nei confronti del fisco perché, giustamente, ci sono imprenditori che preferiscono assicurare lo stipendio ai dipendenti.

pi.mi.

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