Salute in Valle d'Aosta | domenica 17 novembre 2019 15:46

Salute in Valle d'Aosta | 17 ottobre 2019, 10:30

In Valle vaccinazioni antinfluenzali a novembre, in ritardo rispetto al resto d'Italia

La stagione influenzale in termini di stime potrà colpire circa 6 milioni di persone in Italia. Lo scorso anno, come nel 2017, l'Usl valdostana aveva acquistato circa 17.500 dosi di vaccino, quest'anno si presume una quantità analoga

In Valle vaccinazioni antinfluenzali a novembre, in ritardo rispetto al resto d'Italia

Inizierà a novembre la campagna di vaccinazione antinfluenzale in Valle d'Aosta, con alcuni giorni di ritardo rispetto al resto d'Italia per il quale l'avvio è fissato in alcune regioni il 20 e in altre il 30 ottobre.

La data di inizio campagna sarà stabilità dall'assessorato regionale della Sanità in accordo con la Usl, spiega Marina Verardo, direttore della Struttura Igiene e Sanità pubblica della Usl VdA, che precisa come il ritardo della vaccinazione "in Valle sia tutto sommato fisiologico, s'inizia a novembre come avviene ormai da anni".

Basterà una sola dose di vaccino per garantire di essere immuni per l’intera stagione. La vaccinazione non è obbligatoria, ma è consigliata e raccomandabile per quei soggetti che, indipendentemente dall’età, soffrono di una patologia cronica, così come per gli over 65.

Il vaccino è utile e raccomandato soprattutto ai pazienti a rischio, per esempio i bambini, gli anziani, le persone affette da malattie croniche, ma anche chi svolge professioni a contatto con la gente (più esposti al contagio). Il vaccino assicura un'elevata protezione limitata però a soli 6-12 mesi: pertanto la vaccinazione deve essere ripetuta ogni anno perché i virus influenzali si modificano di continuo. Il vaccino antinfluenzale è costituito da virus uccisi, appartenenti ai ceppi responsabili delle epidemie più recenti.

Negli adulti è sufficiente in genere una sola iniezione ed occorrono circa 4 settimane per ottenere il massimo effetto: per questo motivo il periodo di vaccinazione consigliato va da ottobre a fine novembre. Il vaccino non ha effetti collaterali di rilievo. In Italia, attualmente, diverse categorie beneficiano gratuitamente della vaccinazione.

Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione alle persone con età pari o maggiore ai 65 anni, a coloro che sono in stretto contatto con anziani, a tutte le persone a rischio di complicazioni secondarie a causa dell'età o di particolari malattie. Infine la vaccinazione è raccomandata per tutti coloro che svolgono funzioni lavorative di primario interesse collettivo o che potrebbero trasmettere l'influenza a persone ad alto rischio di complicazioni (ad esempio medici ed infermieri). Dovrebbero vaccinarsi anche coloro che appartengono a una particolare categoria lavorativa, ovvero il personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali: detentori di allevamenti, addetti all'attività di allevamento, addetti al trasporto di animali vivi, veterinari pubblici e libero-professionisti.

La vaccinazione è invece sconsigliata a chi è allergico alle proteine dell'uovo, anche se nel vaccino sono presenti in quantità minima (il vaccino viene prodotto utilizzando uova embrionate di pollo).

Il consiglio dei medici è generalmente di vaccinarsi con molto anticipo perché l'immunità data da questo vaccino diminuisce nell'arco di 6-8 mesi e, quindi, si potrebbe rischiare di essere solo parzialmente protetti nel periodo più rischioso (dicembre-febbraio).

Precauzioni

La vaccinazione deve essere rinviata in caso di sindromi influenzali. Nelle persone con malattie autoimmuni il vaccino antinfluenzale va somministrato solo dopo attenta valutazione del rapporto tra rischi e benefici. Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato contemporaneamente al vaccino antipneumococcico senza alcuna diminuzione di efficacia o pericoli di tossicità.

 

i.d.

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