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ATTUALITÀ ECONOMIA | 15 ottobre 2019, 12:43

Benzinai in sciopero contro l’illegalità sui carburanti e lo sfruttamento

I gestori chiudono gli impianti - su strade ed autostrade - nei giorni del 6 e 7 novembre prossimi, portando la protesta a Roma. Governo e fisco, petrolieri e retisti incassano i benefici ma a pagare gli oneri sono solo i benzinai

Benzinai in sciopero contro l’illegalità sui carburanti e lo sfruttamento

Il gestore di un distributore di carburante, contrariamente all’opinione comune, ha un margine del 2% sul prezzo di vendita, ha l' obbligo di acquisto del "Registratore Fiscale Telematico" e devono far fronte  all'indifferenza sui temi legati all'onerosità della moneta elettronica. E come non bastasse sui gestori vengono scaricate responsabilità e costi che dovrebbero invece essere considerati di sistema. Una situazione davvero insostenibile.

Per questo le Organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio da anni sollecitano la Politica e le altre componenti del settore ad adottare una riforma complessiva che metta riparo ad oltre un decennio di deregolamentazione ed allentamento dell’intero sistema regolatorio che ha aperto le porte ad ogni forma di illegalità.  

Infatti, secondo stime accreditate quanto prudenti il fenomeno dilagante dell’illegalità nella distruzione dei carburanti, interessando una quota che si aggira intorno al 15% di prodotti clandestini sul totale dei 30 miliardi di litri erogati, vale numerosi miliardi di euro ogni anno.

Infatti, se si considera che ogni mille litri valgono 300 euro di IVA che arrivano a superare i mille euro se si aggiungono pure le accise, la quantità di denaro sottratta alla collettività ed incassata da criminali più o meno organizzati appare incommensurabile, con riflessi devastanti, oltre al resto, anche sulla concorrenza e la qualità stessa dei prodotti immessi nei serbatoi di automobilisti ignari.

Sostengono i benzinai: “L’illegalità è figlia delle liberalizzazioni selvagge e della conseguente destrutturazione del mercato. Al contrario, Governo ed Agenzia delle Entrate da una parte, le compagnie ed i retisti dall’altra, continuano a trovare il modo per adottare provvedimenti il più delle volte disorganici, confusi, dall’applicabilità altamente problematica per una rete di vendita non ammodernata e persino male mantenuta e dall’esito incerto”.

E’ poi accertato che i Gestori continuano a pagare “il conto salatissimo di comportamenti tanto illegali quanto ingiustificatamente tollerati che costringono oltre il 60% della categoria a vedersi imporre rapporti contrattuali in aperta violazione delle leggi vigenti ed a subire, ancora nel 2019, l’imposizione di margini economici del 30% inferiori a quelli già riconosciuti nel 2011”.

pi.mi.

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