ECONOMIA | mercoledì 13 novembre 2019 18:27

ECONOMIA | 13 ottobre 2019, 08:00

Sono sempre i supermercati valdostani i più cari d'Italia

Da aprile a maggio passati al setaccio super, iper e hard discount in tutta Italia per la trentesima edizione dell’inchiesta. Più è ampia l’offerta con insegne differenti, più gioca la concorrenza, maggiore è la forbice dei prezzi. Altroconsumo favorevole alla piena liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, domenica compresa

Sono sempre i supermercati valdostani i più cari d'Italia

Ad Aosta, città tra le più care dell’inchiesta, la spesa minima in città è di 6.500 euro e le possibilità di risparmio sono ridotte a 200 euro. In Valle qualunque supermercato si scelga, la spesa resta carissima. Scarsa concorrenza significa sempre poca scelta e prezzi allineati.

Più di mille punti vendita della grande distribuzione sotto la lente, un milione 180mila prezzi rilevati, la mappa della convenienza tracciata su 67 città italiane con il confronto tra panieri di spesa delle famiglie.

L’annuale inchiesta di Altroconsumo sui supermercati, ipermercati e hard discount fotografa una regione campione di convenienza, il Veneto, con Rovigo, Venezia, Treviso, Verona e Vicenza ai primi posti assoluti della classifica su 67 capoluoghi. I calcoli sulla carta: se una famiglia che spende in media 6.500 euro ogni anno di spesa (dati Istat 2017) si recasse sempre nel supermercato risultato meno caro d’Italia ridurrebbe a 5.300 euro l’esborso, ben 1.200 euro in meno ogni anno. Giocare sulla concorrenza è possibile.

Il Nord-est vince su tutti: se si prendono in considerazione i primi 30 punti vendita più economici d'Italia secondo l’indagine, ben 25 si trovano in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Qui la tensione concorrenziale è molto alta e di conseguenza i prezzi sono particolarmente convenienti per i consumatori. È a Rovigo il punto vendita più economico in assoluto tra tutti quelli visitati.

In alcune grandi città scegliendo il posto giusto dove andare a fare la spesa si può risparmiare più di 1.300 euro l’anno, come a Bologna o a Torino. Circa 1.000 euro, invece, è quello che rimane in tasca a chi è di Salerno; 700 euro a chi vive a Milano. Più punti vendita, quindi, maggiore è la forbice dei prezzi. Situazione opposta a Cosenza, dove non solo il risparmio massimo è di soli 40 euro, ma nel punto vendita più economico si spendono 6.400 euro in un anno.

Un focus a parte meritano le promozioni: i risparmi rispetto al punto vendita meno caro vanno dal 5% di Rovigo al 20% di Genova e Roma. Sul sito www.altroconsumo.it/supermercati il servizio che permette di individuare il punto vendita meno caro della propria zona e più conveniente in base alle abitudini d'acquisto.

Se si cambia abitudine di spesa abbandonando il carrello che comprenda prodotti di marca, scegliendo di acquistare solo nei discount, si riesce a risparmiare cifre altissime, anche più di 4.000 euro l'anno. 

altroconsumo

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore