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CULTURA | 12 ottobre 2019, 11:19

Bruno Casalino ha raccontato vita e miracoli della canzonetta italiana anni ‘60

Luciano Caveri e Bruno Casalino alla Libreria Brivio

Luciano Caveri e Bruno Casalino alla Libreria Brivio

“Un giorno mio figlio mi ha chiesto cosa fosse un juke box; quando gliel’ho fatto vedere voleva che gliene comprassi uno.” Luciano Caveri, introducendo alla Libreria Brivio la presentazione del libro ’45 giri – Sessanta dischi anni ’60 che scalarono le classifiche’ di Bruno Casalino, ha raccontato questo episodio per sottolineare come la fruizione della musica in cinquant’anni sia cambiata. Si è passati, appunto, dal juke box alle fonovaligie ‘Lesa’ ed ai mangiadischi alle radio libere ed oggi alle piattaforme digitali, al suono ‘liquido’.

Parlare del 45 giri e del suo periodo d’oro in Italia, il decennio dei ’60, può sembrare anacronistico ma non lo è perché, ad di là dei supporti fisici, quelle canzoni restano patrimonio di tutte le generazioni. “Lo dimostra – ha detto Casalino – il successo dei dodici album della coppia Mogol Battisti da pochi giorni sbarcati sulle piattaforme digitali.”

L’idea del libro, ha spiegato l’autore gli è venuta quando, per compilare i famosi borderò della Siae compulsava le classifiche per riportare i titoli esatti delle canzoni che un  suo gruppo (allora si chiamavano complessi) eseguiva in pubblico. Raccontando del libro Casalino ha parlato delle ‘cover’, versioni italiane di brani inglesi, americani ed anche sudamericani.

“Si ascoltavano gli originali – ha ricordato – alla mitica Radio Luxenbourg, un’emittente pirata, e poi qualcuno scriveva un testo in italiano.” Speso la versione italiana arrivava nei negozi addirittura prima di quella originale. Fu il caso di ‘Cuando calienta el sol’, pubblicato dai Los Marcellos Ferial (trio piacentino) prima che in Italia fosse distribuito l’originale dei Los Hermanis Rigual.

Molti cantanti anni ’60 ebbero poi una carriera lunga e costellata da successi: Gianni Morandi, Peppino di Capri, Adriano Celentano. Altri durarono lo spazio di un mattino come Nico e i Gabbiani la cui ‘Parole’ ebbe un clamoroso successo che il complesso non seppe replicare, o Franco IV e Franco I che a ‘Un disco per l’estate’ da Saint-Vincent lanciarono ‘Ho scritto t’amo sulla sabbia’ e poi sparirono dalla scena musicale.

a. bo.

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