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SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | 08 ottobre 2019, 14:51

L’Azienda Usl della Valle d’Aosta ‘virtuosa’ per la salute dei suoi dipendenti

Angelo Pescarmona e Anita Mombelloni

Angelo Pescarmona e Anita Mombelloni

In Italia nei primi sei mesi del 2019 gli infortuni mortali sul lavoro sono cresciuti del 2,8%. Ciò non pare dovuto ad un aumento dei lavoratori attivi quanto piuttosto ad un allentarsi delle misure di sicurezza dovuto alla crisi economica. Il dato positivo è che nello stesso periodo il totale degli infortuni sul lavoro è calato dello 0,2% rispetto alle steso periodo del 2018 e la Valle d’Aosta ì una deòlle regioni i cui il calo è stato più sensibile. Lo ha detto Angelo Pescarmona, commissario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta introducendo l’incontro durante il quale sono stati diffusi i dati sugli infortuni nell’Asil, che nel 2018 sono stati 78.

L’indice di incidenza, cioè il rapporto tra numero di infortuni e quello dei lavoratori – che sono 2150 – è del 2,8% contro una media nazionale del 4,7%. In particolare cadute e scivolamenti sono calati di 57 punti percentuali, gli infortuni da movimentazione carichi del 75% e quelli biologici, vale a dire punture e tagli  che mettono a contatto con materie biologiche, del 21%.“Questo ha portato ad un notevole calo, il 54% delle giornate lavorative perse per infortunio” ha spiegato Anita Mombelloni, direttore del servizio Prevenzione e Protezione.

Il maggior numero di infortuni deriva dalle punture. Nel 2018 le aggressioni nei confronti degli operatori da parte di paziento o loro familiari sono statie 6 tra Proto soccorso e Psichiatria. La prevenzione in questo settore è di capitale importanza perché l’Azienda deve promuovere la salute anche ai suo interno. Vi sono poi motivi organizzativi, economici e giuridici.

Per attuarla occorre in primis conoscere bene le problematiche ed agire di conseguenza. Ad esempio per fronteggiare le aggressioni al Pronto soccorso da circa due mesi viene attuata la pre-gestione infermieristica dei pazienti in attesa che il medico se ne prenda carico. Comunicazione, formazione e strutture completano il quadro prevenzionale.

a. bo.

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