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Salute in Valle d'Aosta | 04 ottobre 2019, 18:33

Come motivare i pazienti al cambiamento delle proprie abitudini

Come motivare i pazienti al cambiamento delle proprie abitudini

"Quali sono le motivazioni, che spingono un paziente a seguire le indicazioni dei sanitari?" Una domanda alla quale ha cercato di rispondere il seminario organizzato da CARD VdA, e patrocinato dall'Azienda USL; relatrice la dottoressa Elena Calcagno.

Un seminario, quello di Crad che ha preso le mosse dai dati dell' OMS  stimano che solo la metà dei pazienti assume i farmaci in modo corretto e I “non aderenti” superano il 70% fra gli anziani. La non aderenza inoltre è complicata dalla polifarmacoterapia infatti il 10% degli anziani deve assumere ogni giorno 10 o più farmaci.

(nella foto Federica Duò)

È noto che per una buona gestione di patologie  croniche come il diabete, iper - tensione e fattori di rischio come l’obesità, così come per una corretta riabilitazione o per altre situazioni patologiche, oltre alla terapia farmacologica, è assolutamente necessario che il paziente introduca dei significativi cambiamenti di stile di vita, come una corretta alimentazione e l’esercizio fisico.

Eppure i pazienti tendono a concentrarsi solo sull’adesione alla terapia farmacologica, trascurando quei cambiamenti che implicano fatica e difficoltà. Ma anche rispetto a cure farmacologiche complesse o trattamenti riabilitativi impegnativi tendono ad essere poco autosufficienti.

L’aderenza al trattamento proposto, il rispetto dei farmaci prescritti e il cambiamento dello stile di vita sono i presupposti per una buon esito della cura. Molti pazienti, è emerso dal seminario,  non sono perseveranti, costanti, corretti nel seguire le indicazioni, compromettendo il risultato finale, di cui è responsabile anche l’operatore sanitario.

(dottoressa Elena Calcagno)

"L'aderenza alle terapie – ha spiegato Federica Duò, Presidente CARD VdA - rappresenta uno dei fattori fondamentali per la gestione della cronicità ed ancor prima l'aderenza a corretti stili di vita e la prevenzione primaria rappresentano il cardine per ridurre le malattie croniche  e le complicanze ad esse correlate. Ma ad oggi  troppi non aderiscono ai trattamenti o li abbandonano dopo un breve periodo”.

red. cro.

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