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AMBIENTE | 02 ottobre 2019, 17:10

Legambiente chiede dislocazione impianto bitumi La Grenade di Sarre

Mentre il Comitato che segue la discarica di Pompiod ottiene che pubblicamente si discuta delle scelte e della destinazione del proprio territorio, ecco un altro colpo messo a segno da un gruppo di cittadini, questa volta di Sarre, che hanno scelto di denunciare le emissioni di un impianto di produzione asfalti, sito in località La Grenade

foto di repertorio

foto di repertorio

Il sequestro ha preso le mosse da un esposto, con i quali Legambiente è in contatto con i promotori che “hanno espresso in modo estremamente preciso e fondato sul piano giuridico il disagio e le conseguenti preoccupazioni causate dalla vicinanza dello stabilimento al centro abitato di Sarre, in particolare Montan, che viene interessato ormai da anni dai fumi e dai cattivi odori”, spiega una nota di Legambiente.

Alcuni residenti nelle vicinanze dell’azienda situata ad ovest del cimitero di Aosta hanno inviato una lettera alla Regione per chiedere, speiga Legambiente, “se fossero applicate dai proprietari le Migliori Tecniche Disponibili, invitando anche a a prendere in considerazione la delocalizzazione di un impianto avviato ormai negli anni 90, quando la zona era molto meno popolata di adesso”.

L’impianto è stato posto sotto sequestro preventivo “per violazione dei limiti prescritti per le emissioni di COV (Composti Organici Volatili), sostanze molto pericolose, classificate come agenti cancerogeni e mutageni per l’uomo, in particolare in caso di esposizione prolungata”, sottolinea Legambiente.

Nella nota si legge ancora che “l’azienda aveva già avuto problemi in passato con questo tipo di inquinante, tipico delle produzioni bituminose, tanto da indurre la Regione ad ordinare, già nel lontano 2006, un piano di contenimento delle emissioni diffuse”.

 Legambiente chiede che le risultanze delle indagini siano rese note a tutti: “che si sappia insomma, come va a finire, perché troppo spesso, nella nostra regione, a notizie di violazioni e sequestri di varia natura in campo ambientale non fa seguito poi un’adeguata informazione. Se dovesse infatti emergere l’impossibilità di abbattimento sensibile degli inquinanti, crediamo che debba essere presa in considerazione la richiesta di delocalizzazione dell’impianto avanzata dai cittadini”.

pi.mi.

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