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ECONOMIA | 02 ottobre 2019, 05:00

Princesses et cendrillons

Princesses et cendrillons

Sarà perché ad un certo punto della vita si guardano più le cose che non vanno di ciò che è fatto bene. Questo perché fare le cose bene è per un dirigente è un dovere. Sarà per questo che suona come un insulto ad una categoria di lavoratrici l’organizzazione degli Stati Generali delle Donne: Imprenditoria Femminile in Montagna.

Sicuramente l’assessora Chantal Certan, la Consigliera di Parità Laura Ottolenghi, Stefania Notarpietro e Isa Maggi, rispettivamente Coordinatrice Stati Generali Donne VdA e Nazionale, avranno delle giustificazioni ingiustificabili per spiegare le ragioni che le hanno indotte a lasciare a casa una categoria di lavoratrici come le Donne in Commercio e nel Terziario ben più numerose di quelle delle categorie invitate.

Donne del Terziario, rappresentate da Flavia Balbis che l’hanno eletta alla presidenza delle Donne di Confcommercio, non sono state invitate. Malgrado le ingiustificabili giustificazioni in Valle d’Aosta ci sono le Principesse gradite al palazzo e le cenerentole detestate e costrette a lavorare e tacere. In Valle d’Aosta si parla di quote rosa, parità di genere, ma in concreto si torna indietro ai tempi di Rodopi citata per la prima volta da Erodoto, da Strabone e Claudio Eliano.

Il tutto nasce dal fatto che venerdì 4 ottobre 2019 alle ore 14.30 presso la Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta avrà luogo la conferenza dal titolo Imprenditoria femminile in Valle d’Aosta. L’iniziativa – spiega una nota della Giunta regionale - vuol essere un momento di riflessione rispetto all'importanza economica e all'esperienza umana dell'imprenditoria femminile in Valle d'Aosta attraverso il coinvolgimento di diverse testimonianze del mondo imprenditoriale valdostano. Bene. Anzi male, perché non sono state chiamate a spiegare le loro esperienze le Donne imprenditrici nel settore del commercio. Le Donne imprenditrice esercenti attività di accoglienza che sono il cardine dell’industria turistica valdostana.

L’organizzazione degli Stati Generali dell’Imprenditoria Femminile in Montagna e non solo dimostra quanto ci sia ancora da fare per potenziare l’imprenditoria femminile. Ma soprattutto quanto ci sia ancora da fare per superare le discriminazioni tra imprenditrici e imprenditrici. Se la parità è ancora lontana, la discriminazione tra le categorie tra donne imprenditrici è abissale tanto più se si associa alla discriminazione come è accaduto con gli Stati Generali delle Donne: Imprenditoria Femminile in Montagna.

Sicuramente le cendrillons di oggi domani diventeranno principesse organizzando un seminario per riflettere sull’economia del futuro, su nuove visioni e prospettive imprenditoriali, su nuovi modelli di sviluppo, con lo sguardo rivolto al cambiamento in atto non solo nel tessuto economico, ma anche nella società, per la definizione di strategie per la competitività delle imprese e del Paese. E dimostrare così che non esistono solo le princesses.

pi.mi.

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