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ECONOMIA | 02 ottobre 2019, 11:48

Allevatori Cia contro limitazione consumo carne

La Confederazione Italiana Agricoltori della Valle d'Aosta, prende posizione per l’iscrizione di una mozione in discussione in Consiglio Valle

Gianni Champion presidente Cia VdA

Gianni Champion presidente Cia VdA

“La politica nostrana non imiti la ‘politica degli slogan e dei cavalli di battaglia’ che tanto va di moda a livello nazionale, creando così disinformazione ai soli fini elettorali”. E’ dura la presa di posizione ddu Gianni Champion, presidente di Cia Valle d’Aosta, contro la mozione del movimento 5 stelle tesa ad avvivare una campagna di sensibilizzazione della popolazione per la “promozione del consumo consapevole di carne”.

Champion evidenzia, nelle premesse, che “certi dati generici, inerenti ad allevamenti animali, non possano essere applicati alla nostra realtà regionale”. In effetti il settore zootecnico valdostano infatti non è a carattere intensivo, anzi. Tant?è che Champion sottolinea: “L’impegno comune è favorire modelli d'aziende eco-compatibili ed in sintonia con il territorio e l'ambiente in cui operano, come gli ultimi Piani di Sviluppo Rurale”.

Per queste e altre ragioni Cia Vda invita “chi ricopre ruoli di politica e rappresentanza a non creare falsi allarmismi che vanno a scapito di una categoria già pesantemente in difficoltà”. Infatti, la situazione attuale è tutt'altro che serena, “e lo è – afferma la Cia - anche a causa della classe politica stessa che, sovente, tende a perdersi in futilità, anzichè prestare attenzione alle istanze denunciate dalle associazioni di categoria”.

Champion ricorda poi che “la potenzialità del prodotto carne nella sua potenzialità: ne è una dimostrazione il progetto INTERREG "Eat Biodiversity" fra Italia e Svizzera, attualmente in corso”. Nel ribadire “ l'importanza di questa tipologia produttiva e allo stesso tempo la sua fragilità: la carne valdostana, di ottima qualità – Cia sostiene che - da sempre fa fatica a trovare spazio nei mercati in quanto non regge la concorrenza delle grandi produzioni di pianura, oltre ad essere sovente ingiustamente criminalizzata, quando invece dovrebbe essere difesa, valorizzata, maggiormente diffusa”.

red. eco.

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