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CRONACA | 28 settembre 2019, 05:00

Ghiacciai in agonia, sulle Alpi si celebrano funerali

Un centinaio di persone hanno partecipato alla 'veglia funebre' per il ghiacciaio del Lys, il primo dei sette 'requiem', in programma da oggi a domenica, organizzati da Legambiente.

Ghiacciai in agonia, sulle Alpi si celebrano funerali

Nel giorno delle piazze invase dai giovani per il clima di Fridays for future, sulle Alpi italiane sono state celebrate le prime 'veglie funebri' per i ghiacciai. Il massiccio del Monte Rosa è stato il teatro del 'requiem' più atteso. Un centinaio di persone si sono trovate in località Staffal a Gressoney-La-Trinité (Aosta): dopo una camminata in quota di due ore, hanno raggiunto il luogo della 'commemorazione'.

Un centinaio di persone hanno alla 'veglia funebre' per il ghiacciaio del Lys, il primo dei sette 'requiem', in programma da oggi a domenica, organizzati da Legambiente. Diverse famiglie, ma anche molti giovani sono arrivati a Gressoney-La-Trinité, ai piedi del Monte Rosa, dalla Valle d'Aosta, dal Piemonte e dalla Lombardia.

Dopo una camminata di due ore, hanno raggiunto il ghiacciaio che negli ultimi 30 anni è arretrato di quasi 500 metri. "Ci sono anche partecipanti arrivati da Roma, oltre a una signora inglese. Il ghiacciaio è un emblema di ciò che sta capitando", spiega Vanda Bonardo, responsabile nazionale di Legambiente Alpi.

Ad anticipare la veglia, sono stati gli interventi dei presenti, tra cui esperti dell'Università di Torino e dell'Arpa della Valle d'Aosta, e la 'musica per il ghiacciaio', con il suonatore di corno delle Alpi Martin Mayes.

"Il ghiacciaio è un emblema di ciò che sta capitando. Al di là della perdita di bellezza che avremo, ci saranno problemi riguardo al dissesto e alle risorse idriche per uso potabile, irriguo e idroelettrico", spiega Vanda Bonardo, responsabile nazionale di Legambiente Alpi. "Il ghiacciaio del Lys, - ricorda - dove ci troviamo noi, si è ridotto di almeno due chilometri rispetto a inizio '900".

Agli aspetti più scientifici dello scioglimento dei ghiacciai descritti da studiosi e scienziati - "gli scenari di Arpa Valle d'Aosta - sottolinea Bonardo - danno come probabile in alcune zone l'aumento della temperatura di sette gradi entro il 2100" - si sono alternati gli interventi dei presenti. Giovani, famiglie, non solo da Valle d'Aosta, Piemonte (da Torino è partito un pullman) e Lombardia, ma anche da Roma e, in un caso, persino dall'Inghilterra. Altre due commemorazioni si sono svolte oggi, sul ghiacciaio del Monviso, in Piemonte, e su quello del Montasio, in Friuli-Venezia Giulia.

Oggi toccherà ai ghiacciai dello Stelvio (provincia di Bolzano) e della Marmolada (Trento) e domenica a quelli del Brenta (Trento) e del Montasio (Friuli-Venezia Giulia). Manifestazioni che capitano nei giorni di allerta per il ghiacciaio di Planpincieux, sul Monte Bianco. Domani alle 10 è previsto un sopralluogo a Courmayeur del presidente della Regione Valle d'Aosta, Antonio Fosson. Intanto i dati di oggi, forniti dal radar che sorveglia la massa che scivola, confermano la velocità di 35-40 centimetri al giorno.

Ieri, inoltre, è stato aperto il bypass alla strada comunale della Val Ferret che consentirà, solo ai residenti e ai titolari di attività, di accedere alla zona senza limitazioni. Nelle stesse ore, in tribunale ad Aosta, è stato prosciolto per prescrizione dall'accusa di abuso edilizio l'unico evacuato residente nella vallata, l'immobiliarista quarantaseienne Marco Busanelli.

La procura gli contestava, tra l'altro, il "cambio di destinazione d'uso del fabbricato" in questi giorni sgomberato, da deposito ad abitazione, che si trova in "zona inedificabile, a massimo rischio di frane ed inondazioni e sottoposta a vincolo paesaggistico". (ANSA).

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