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Il rosso e il nero | 17 settembre 2019, 08:00

RIVOLUZIONE COPERNICANA NELLA POLITICA?

RIVOLUZIONE COPERNICANA NELLA POLITICA?

E' come parlare di corda in casa dell'impiccato. "Nel confermare le recenti novità introdotte nella normativa elettorale, l'impegno è di approvare una legge che consenta trasparenza, stabilità e rappresentanza. Una legge che dia la possibilità di scegliere direttamente il governo della Regione.

L'autorità esecutiva ricadrà esclusivamente su un organo legittimato direttamente dal popolo, nella forma, alternativa, dell'elezione del Presidente e (o) dell'intera Giunta, conoscendo in anticipo il suo programma e la sua maggioranza. Una legge, inoltre, che tuteli la rappresentatività abbassando l'attuale soglia di sbarramento". E' questa la rivoluzione copernicana nella politica attuale che Rete Civica ha posto come condizione irrinunciabile per appoggiare l'attuale Governo regionale.

Insomma, patti chiari e, forse, amicizia lunga. Come dire basta con una campagna elettorale dove ogni partito dice, prima, la sua con un proprio programma e poi, a elezione avvenuta, ognuno cambia le carte in tavola pur di occupare una fetta di potere, in barba alla volontà degli elettori che li hanno eletti.

I consiglieri regionali restano 35, ma quelli che vanno in Giunta si dimettono diventando assessori tecnici e lasciano il posto a chi li segue in lista. La soglia di sbarramento per le liste, per accedere in Consiglio, scende dal 5,7% al 4%. garantendo così rappresentatività anche alle formazioni più piccole. E il Consiglio regionale non è senza poteri (a cominciare da quelli legislativi) e, se ha i numeri, può sfiduciare Giunta e Presidente andando a nuove elezioni e si riparte così da zero.

E' questa la novità assoluta che sarà oggetto di dibattito in Consiglio regionale tra ottobre e novembre prossimi. Sembra che sulla elezione diretta del Presidente della Giunta non ci siano obiezioni, mentre differenziazioni sostanziali ci sarebbero sull'elezione diretta della Giunta. Qualcuno al riguardo paventa il rischio di un sistema "direttoriale" che "delegittimerebbe il Consiglio regionale". Ma questo è anche il sistema in voga nelle elezioni cantonali svizzere e non mi sembra che abbia provocato rischi alla solida democrazia dei nostri cugini rosso-crociati.

E un po' di democrazia diretta forse farebbe bene al nostro sistema di democrazia rappresentativa. E' da ritenere, inoltre, che gli smarriti cittadini valdostani ne sarebbero anche contenti. Certo, come scrivevo all'inizio e conoscendo molti nostri polli, è un po' come parlare di corda in casa dell'impiccato, ma in politica tutto è possibile. 

Romano Dell'Aquila

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