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INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ | 16 settembre 2019, 11:00

Un medico valdostano racconta il dolore degli 'ultimi' visto dai Medici Senza Frontiere

Un medico valdostano racconta il dolore degli 'ultimi' visto dai Medici Senza Frontiere

Sono esperienze professionali 'estreme', toccanti e dolorose quelle di Salvatore Razzi, chirurgo aostano e operatore umanitario di Medici Senza Frontiere in servizio all'ospedale di Masisi in Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo). Ne racconterà alcune venerdì 20 settembre alle 18,30 alla Libreria Brivio in piazza Chanoux ad Aosta, nell'ambito degli incontri socio-culturali ideati da Romaine Pernettaz, 'anima' della libreria.

La testimonianza è accompagnata da fotografie scattate durante i mesi di missione umanitaria e prende spunto dal libro 'Salvare una vita' di James Maskalyk, chirurgo d’urgenza canadese, che, a un certo punto della sua carriera, decide di partire con Medici Senza Frontiere, per poi dedicare all’azione umanitaria una parte consistente della propria successiva attività, un percorso non tanto diverso da quello di Salvatore Razzi, partito da Aosta alla volta del Congo.

Razzi è noto ad Aosta e in Valle per la sua attività in Chirurgia d’urgenza all’Ospedale Umberto Parini e all’elisoccorso 118.

Giunto alla pensione ha infine fatto una scelta che era da tempo nei suoi pensieri, "dopo aver convinto moglie e figli che tutto sommato non ero improvvisamente uscito di senno", commenta lui stesso con un sorriso.

La sua esperienza è stata "sicuramente dura sia per gli scenari che si presentano, sia per le tante contraddizioni cui sei costretto ad assistere, ma nello stesso tempo appagante e ricca di forti emozioni positive che possono migliorano il tuo vivere quotidiano".

Talmente positiva, che è nuovamente in partenza per Masisi tra pochi giorni. Durante l’incontro sarà presente un desk con materiale informativo a cura dei volontari del Gruppo MSF di Torino, attivo anche in Valle d’Aosta, e si attende la partecipazione di altri operatori umanitari valdostani. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

p.g.

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