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ECONOMIA | 13 settembre 2019, 09:22

Savt Ecole, 'anno scolastico all'insegna della supplentite'

Alessia Demé

Alessia Demé

Ad avvio di questo nuovo anno scolastico, come Savt Ecole E dobbiamo prendere atto che"Prendiamo atto che il fenomeno del precariato e della conseguente mancanza di continuità didattica è ormai un'emergenza".

Lo sottolinea, ad avvio del nuovo anno scolastico, Alessia Demé, segretaria del Savt Ecole. "Vi sono classi di quinta superiore che devono affrontare l'esame di Stato  -  si legge in una nota del sindacato - che per quest'anno cambiano la maggioranza degli insegnanti rispetto all'anno scorso e ciò non può che porre apprensione sulla qualità dell'offerta formativa".

Il tema del reclutamento dei docenti è urgente per tutta Italia, "tanto da farci affermare che iniziamo il nuovo anno scolastico nell'era della 'supplentite'", insiste la nota sindacale.

"Se su questo tema come organizzazione scolastica sindacale siano disposti a dialogare per cercare soluzioni peraltro urgenti - sottolinea Demé - sul diritto dei genitori al riposo giornaliero entro il primo anno di vita del bambini ci troviamo purtroppo a dover denunciare la mancata applicazione del diritto da parte di alcuni dirigenti scolastici".

Il decreto legislativo 151 del 2001 e successive modifiche è a nostro giudizio chiaro e norma i riposi giornalieri che devono essere concessi subordinandoli esclusivamente all'orario di lavoro giornaliero della madre o del padre: se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore , il riposo sarà di due ore (anche cumulabili) se la giornata di lavoro è inferiore a sei ore il riposo è di un'ora.

È per il Savt Ecole ancora notizia risalente alla data di ieri, che in alcune istituzioni scolastiche i neo-genitori si trovano ancora a discutere con il proprio datore di lavoro come debba essere applicato tale diritto. È per noi non più tollerabile, dopo anni di quesiti, interlocuzione con le consigliere di parità che si sono susseguite, dialogo con i dirigenti scolastici per permettere ai genitori la fruizione ai sensi di legge di un diritto sapere che ancora oggi non si è fatta chiarezza.

Invitiamo, quindi, tutti i padri e le madri che lavorano in qualità di docenti che si vedono negato il diritto al riposo giornaliero di due ore qualora le ore lavorate nella giornata siano pari o superiori a sei, a rivolgersi presso i nostri uffici per avere supporto ed eventualmente decidere di adire alle vie legali.

In aggiunta, ci preme registrare con piacere che nel governo è ripristinato il ministero per le Pari opportunità: alla ministra Elena Bonetti porgiamo i nostri auguri per un proficuo lavoro ed a lei chiediamo attenzione e collaborazione su questi temi di civiltà.

i.d.

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