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ISTRUZIONE E FORMAZIONE | 09 settembre 2019, 08:00

La Valle d'Aosta ai vertici in Italia per i servizi all'infanzia

Un'indagine dell'organizzazione per i minori: in Italia solo un bimbo su 10 può accedere al nido, scenario che ha ripercussioni negative. Un appello al governo: servizi educativi di qualità per tutti

fonte https://widgets.weforum.org/nve-2015/chapter1.html - Rielaborazione grafica a cura di Save the Children

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Guardando i ai dati raccolti dall’ISTAT relativi all’anno 2016-2017, che includono anche la distinzione tra frequenza al servizio pubblico e privato, soltanto in alcune regioni italiane – Valle d’Aosta (28%), Provincia Autonoma di Trento (26,7%), Emilia-Romagna (26,6%), Molise (16,2%) - la copertura di nidi e servizi integrativi per l’infanzia pubblica è nettamente prevalente (più del doppio) rispetto a quella privata.

In regioni invece come Calabria (2,6%) e Campania (3,6%), la copertura pubblica è quasi inesistente40. È importante sottolineare che il gap tra regioni più e meno efficienti in termini di copertura dei servizi per la prima infanzia, è rimasto invariato negli ultimi anni41. E' quanto si legge nel rapporto Il miglior inizio - Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita", diffuso da Save the Children.

Frequentare l'asilo nido, così come trascorrere del tempo di qualità con i propri genitori, si dimostra un fattore determinante in grado di ridurre il gap. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglieeconomicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell'accedere alla rete degli asili privati non convenzionati.La povertà educativa è definita come la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni.

Gli standard di qualità dei servizi per l’infanzia

La qualità è una componente essenziale dell’efficacia degli interventi educativi della prima infanzia nel contrasto della povertà educativa. Un accesso equo ai servizi deve quindi essere accompagnato da una particolare attenzione alla qualità. Se per la scuola dell’infanzia esistono storicamente norme nazionali che regolano diversi aspetti relativi alla qualità riguardanti, ad esempio, la qualifica universitaria dei docenti o il quadro curriculare, le infrastrutture fisiche, che si applicano alle varie tipoligie di servizio, per quanto riguarda i servizi per l’infanzia che accolgono i bambini sotto i 3 anni, la riforma del titolo V della Costituzione

Save the Children, da 100 anni, lotta per salvarei bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Save the Children vuole che ogni bambino abbia un futuro.Lavora ogni giorno con passione, determinazione e professionalità in Italiae nel resto del mondo per dare ai bambini l’opportunità di nascere e crescere sani, ricevere un’educazione ed essere protetti.

Quando scoppia un’emergenza, siamo tra i primi ad arrivare e fra gli ultimi ad andare via.Collabora con realtà territoriali e partner per creare una rete che ci aiutia soddisfare i bisogni dei minori, garantire i loro diritti e ascoltare la loro voce. Migliora concretamente la vita di milioni di bambini, compresi quelli più difficilida raggiungere. 

pi.mi.

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