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ECONOMIA | 03 settembre 2019, 08:11

Controlli sull'uso del contante: chi movimenta più di 10 mila euro al mese verrà posto sotto la lente d'ingrandimento dei funzionari di Bankitalia

Controlli sull'uso del contante: chi movimenta più di 10 mila euro al mese verrà posto sotto la lente d'ingrandimento dei funzionari di Bankitalia

Attenti ad usare troppi contanti, arrivano nuove restrizioni. Da inizio settembre i movimenti di somme cash che supereranno i 10 mila euro, finiranno nel mirino della Uif, “Unità di informazione finanziaria”, che ha il quartier generale in Banca d'Italia. Questo provvedimento ha l'obiettivo di inasprire la lotta al riciclaggio, all'evasione e alla corruzione, che potrebbero portare a finanziare il terrorismo.

 L’Unità, a seguito dei nuovi poteri che le sono stati conferiti, metterà infatti sotto osservazione tutti i soggetti che preleveranno, verseranno o sposteranno somme di denaro contante da un conto a un altro, che superino la soglia di 10 mila euro in un mese. Tutti gli Istituti di credito, le poste e ogni tipo di banca, avranno l'obbligo tassativo di fornire i nominativi dei clienti che supereranno il tetto dei 10 mila euro al mese, anche con operazioni con tagli da oltre mille euro.

“La nuova misura serve a contrastare l'uso del contante alla base di evasione e riciclaggio – dice Michele Muscolo, coofondatore del Centro Studi Europeo Antiriciclaggio e Anticorruzione -. Questa nuova disposizione dovrebbe essere accompagnata da altre iniziative che incentivino l'uso di carte e bancomat a commissioni zero per i clienti”.

Ma cosa rischiano i trasgressori? Un controllo da parte dell'unità di vigilanza, anche senza un'immediata segnalazione di operazione sospetta. Gli Istituti di credito ogni mese dovranno inoltre, inviare all'autorità di controllo, una “Comunicazione oggettiva” sui movimenti anomali rilevati. Ogni ulteriore indicazione su come verranno gestiti i controlli e su come verranno calcolati gli importi è possibile trovarli sul sito della Uif.

Sul portale potrete scoprire che esistono anche particolari tipi di operazioni in contante che non devono essere inserite nelle 'Comunicazioni oggettive' e riguardano i prelievi contanti agli sportelli Atm, che sono effettuati con carte emesse da banche estere. Tra le note più interessanti c'è sicuramente il conteggio delle somme, che presenta qualche sorpresa. Infatti, la verifica non scatta se il totale delle diverse operazioni eseguite nell'arco del mese non supera i 10 mila euro e si ferma a quota 9.999 euro.

Tra gli esempi riportati dall'autorità di controllo si legge: “chi effettua due operazioni di versamento contante rispettivamente di 7.000,50 euro e di 2.999,70 euro. Devono essere sommati i due importi troncati (7.000 e 2.999) che danno un totale sotto soglia”. Nonostante l'Italia sia la patria del cash, d'ora in avanti più carte di pagamento nelle abitudini degli italiani, altrimenti sono guai!

maurizio losorgio

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