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FEDE E RELIGIONI | 29 agosto 2019, 09:00

PAPA: Mai più tragedie provocate dall’odio

PAPA: Mai più tragedie provocate dall’odio

Un appello a pregare per la pace, «affinché non si ripetano più le tragiche vicende provocate dall’odio, che portarono solo distruzione, sofferenze e morte», è stato lanciato da Papa Francesco al termine dell’udienza generale di mercoledì 28 agosto, in piazza San Pietro. Salutando i numerosi fedeli polacchi presenti, il Pontefice ha ricordato l’ottantesimo anniversario dell’inizio della seconda guerra mondiale, avviata con l’aggressione nazista tedesca sulla Polonia. «Preghiamo Dio — ha esortato il Papa — perché la pace regni nei cuori degli uomini, nelle famiglie, nelle società e tra i popoli».

In precedenza, proseguendo nelle catechesi dedicate agli Atti degli Apostoli, Francesco aveva parlato della Chiesa nascente «come un “ospedale da campo” che accoglie le persone più deboli, cioè i malati». Questi ultimi, ha sottolineato, «sono dei privilegiati per la Chiesa, per il cuore sacerdotale, per tutti i fedeli. Non sono da scartare, al contrario, sono da curare, da accudire: sono oggetto della preoccupazione cristiana».

Il Pontefice ha richiamato, in proposito, l’immagine di Pietro che «si accosta alle barelle e passa tra i malati, così come aveva fatto Gesù, prendendo su di sé le infermità e le malattie». Egli, dunque, «passa, ma lascia che sia un Altro a manifestarsi: che sia il Cristo vivo e operante». Il testimone, infatti, «è colui che manifesta Cristo, sia con le parole sia con la presenza corporea, che gli permette di relazionarsi e di essere prolungamento del Verbo fatto carne nella storia».Pietro allora «è colui che compie le opere del Maestro: guardando a lui con fede, si vede Cristo stesso.

Ricolmo dello Spirito del suo Signore, Pietro passa e, senza che egli faccia nulla, la sua ombra diventa “carezza”, risanatrice, comunicazione di salute, effusione della tenerezza del Risorto che si china sui malati e restituisce vita, salvezza, dignità». In questo modo «Dio manifesta la sua prossimità e fa delle piaghe dei suoi figli “il luogo teologico della sua tenerezza”». Ecco perché, ha spiegato il Papa, «nelle piaghe degli ammalati, nelle malattie che sono impedimenti per andare avanti nella vita, c’è sempre la presenza di Gesù, la piaga di Gesù. C’è Gesù che chiama ognuno di noi ad accudirli, a sostenerli, a guarirli».

Ricordando infine che «l’azione risanatrice» degli apostoli «suscita l’odio e l’invidia dei sadducei», i quali proibiscono loro di insegnare, il Pontefice ha ricordato la testimonianza di fede di Pietro: «Io obbedisco a Dio prima che agli uomini».

E ha concluso con un’esortazione: «Chiediamo anche noi allo Spirito Santo la forza di non spaventarci davanti a chi ci comanda di tacere, ci calunnia e addirittura attenta alla nostra vita».

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