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Chez Nous | 29 agosto 2019, 14:11

Il meglio possibile

Il meglio possibile

La situazione è ancora complessa. L’incarico per la formazione del nuovo governo giallorosso affidato dal Presidente Mattarella a Giuseppe Conte non deve creare grandi entusiasmi, anche se lo spread è la livelli impossibili fino a qualche settimana fa.

Ci sono ancora tanti nodi che devono essere sciolti dal presidente incaricato ma è comunque certo che è finito il tempo delle tensioni, dell’emarginazione, della tracotanza, all’arroganza al buzzursalvinismo. La solidarietà potrebbe riaffacciarsi e la dialettica essere più moderata e civile.

Conte ha detto che vuole fare un Governo non contro ma per l’Italia e per questo è doveroso aspettare prima di esprimere giudizi. Ma bisogna prendere atto del senso di responsabilità del Pd che dopo i ceffoni presi con Bersani e Renzi dai Cinque stelle Nicola Zingaretti ha dato credito i Grillini che, è bene dirlo, da movimento populista si sta trasformando in partito e come tale ha scelto di dare alla politica quello senso di mediazione che è il contrario del populismo e della protesta.

Il presidente incaricato ha assicurato che creerà “una squadra di lavoro per dare ai nostri figli lʼopportunità di vivere in un Paese migliore. Il mio sarà un governo nel segno della novità, quello che richiedono anche le forze politiche". Conte ha chiesto un atto di fiducia che per noi è una speranza dopo un anno carico di insulti, astio e  contraddizioni.

E quello fatto da Conte è stato un discorso serio, che recepisce alcuni contenuti importanti. Il compito più arduo per Conte è cancellare le ambiguità ma essere chiaro con risposte concrete agli italiani. E l’impegno di evitare l’aumento dell’Iva è nobile solo se non andrà ad appesantire il debito pubblico.

Conte immagina un Paese nel quale la P.A. non sia permeabile alla corruzione e sia amica dei cittadini e delle imprese; con una giustizia più equa ed efficiente e dove le tasse le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno. Affermazione che meritano un’apertura di credito fino a quando non ci spiegherà come e cosa farà. Ma è il momento della responsabilità. Protestare e minacciare manifestazioni di piazza quando il Parlamento si riunirà per votare le fiducia è segno di grande irresponsabilità e arroganza politica.

Il premier guiderà in prima persona il negoziato su programma e squadra, compreso il nodo Di Maio. Servirà del tempo (anche 10 giorni) anche per attendere il voto sulla piattaforma di Casaleggio. Tre i nodi che deve sciogliere. tre nodi essenziali.

Uno. Dovrà negoziare tra Zingaretti e Di Maio sullo "schema" da seguire: il Pd vuole un solo vicepremier di estrazione dem, considerando Conte un pentastellato e avendo su di lui rimosso un veto politico pesante. Di Maio insiste su un ruolo da vicepremier per lui o comunque per il Movimento.

Due. Il secondo nodo è l'impostazione della manovra. Dalla nascita del governo alla presentazione della Nota di aggiornamento al Def passeranno pochissime settimane. Conte in questi giorni non avrà una linea diretta solo con Zingaretti e Di Maio, ma anche con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyer e i diplomatici italiani a Bruxelles. Ha bisogno di capire con largo anticipo i margini della manovra per il 2020.

Tre il programma. Senza un programma forte, "di legislatura", l'esecutivo nascente si condannerebbe a sopravvivere rischiando di avvantaggiare e non contrastare l'avanzata delle destre. L'intenzione del premier uscente è quello di mettere mano direttamente ai punti-chiave della nuova azione di governo, soprattutto sul fronte degli investimenti pubblici per una economia più sostenibile.

Buon Lavoro Presidente

piero.minuzzo@gmail.com

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