Valdigne M.Blanc | martedì 17 settembre 2019 11:33

Valdigne M.Blanc | 22 agosto 2019, 05:00

Courmayeur: Censura meneghina sulle iniziative dei Consiglieri di opposizione

Il Sindaco Miserocchi cassa alcune iniziative consiliari tese a far chiarezza su alcune questioni di scottante attualità

Il consigliere Massimo Sottile

Il consigliere Massimo Sottile

Fino ad oggi i più conoscevano il Rito Ambrosiano anche perché è citato in occasione di Sant'Ambrogio che coincide con l’inizio della stagione invernale o il carnevale ambrosiano. Ma Courmayeur ora ha scoperto che esiste anche la censura meneghina. Infatti, il sindaco Stefano Miserocchi di Milano ha cassato alcune interpellanze dei consiglieri di minoranza appellandosi al regolamento comunale.

Sarcastico il consigliere di Courmayeur La Nuova Via; Massimo Sottile, che si è visto respingere la richiesta di iscrizione nell’ordine del giorno un’interpellanza particolarmente delicata e impegnativa nella risposta concernente i rapporti tra assessori, Giunta e Consiglieri.

 “Magari ha ragione il sindaco a non accogliere l'interrogazione, perché immagino quanto deve essere difficile giustificare ai cittadini bugie e incoerenze e quanto sia complicato essere messo all'angolo dai singoli consiglieri che  hanno messo lo scotch ad un'amministrazione già defunta sul voto del bilancio consuntivo e hanno ipotecato la sua poltrona al loro singolo voto”, commenta il consigliere Massimo Sottile.

Il Miserocchi è infatti sotto scacco per un solo voto, come accaduto sul rendiconto 2018, in un sistema maggioritario con premio di maggioranza “è un sindaco – per Sottile - che si deve dimettere”.

L’interpellanza non accolta era volta ad approfondire questioni emerse durante la seduta di fine luglio, a partire da dichiarazioni rese in aula dagli ex assessori.

“Ma evidentemente – aggiunge Sottile  -  Raffaella Sarteur nonostante le dichiarazioni contro il sindaco, oggi se ne fa scudo evitando una discussione sulla sua incoerenza. E dico questo perché la motivazione ricevuta via mail praticamente dice che la Giunta ha deciso che non era un'interrogazione”.

Stupisce che sia stata la Giunta e non il Segretario generale a spiegare le ragion i della non iscrizione.

“Ora capisco – conclude Sottile - quando la Sarteur parlava di problemi sul ruolo del segretario. In effetti prima avevamo un segretario che forniva pareri di legittimità. Adesso sono gli amministratori che dettano legge in barba alla separazione dei ruoli democratici tra politica e gestionale”.

Sottile chiedeva di capire alcune cosette sui rapporti in Giunta partendo dal fatto che Raffaella Sarteur (nella foto in basso) al momento di abbandonare la Giunta disse, tra l’altro: “Spesso però le buone intenzioni non sono sufficienti”, e che “la nuova Giunta, adeguatamente moderata, sia la più consona al Sindaco” giudicandola “l’atto finale di un processo che ha condotto ad accantonare definitivamente i risultati elettorali del 26.11.2017”, ritenendo che “Non resta che prenderne atto”, in quanto “Lavorare serenamente e responsabilmente senza un modello chiaro e un metodo in sintonia con il modello è pura utopia. Pensare che si possa fare a meno degli altri, è sconsiderato”.

Ma a inizio agosto la signora Sarteur ha cambiato idea sul sindaco tanto da dichiarare: “Questo breve lasso di tempo mi ha permesso innanzitutto di valutare quelli che sono, a mio avviso, gli errori commessi, in primo luogo i miei” nonché “Mi ha permesso, inoltre, di confrontarmi apertamente e serenamente con il Sindaco, con i miei colleghi”.

E allora sarebbe stato giusto che il sindaco, invece di trincerarsi dietro il regolamento (ancorché legittimamente), avesse risposto per trasparenza e chiarezza e rispetto dei cittadini e dei consiglieri.

Infatti sarebbe giusto che Miserocchi spiegasse quali sono gli elementi che hanno portato ad un confronto finalmente aperto e sereno con l'ex Assessore Sarteur.

Ma più ancora, in che modo in più di un anno e mezzo si è potuto operare concretamente se non è stato possibile un sereno e aperto confronto e sussistendo e viste le gravi accuse riportate in premessa.

E ancora quali sono gli errori commessi che sono stati valutati con la consigliera Sarteur e quali le azioni concordate per correggerli.

Il sindaco censore per regolamento dovrebbe dire se ritiene opportuno scusarsi con i cittadini per aver utilizzato per quasi due anni la giunta quale sede di sperimentazione di “un modello poco chiaro e utopico” anziché trovare un modello equo ed efficiente in poche settimane dall’insediamento.

Ma soprattutto quale è la posizione del neo assessore che ha assunto le deleghe dell’ex assessore e con quale nuovo modello pensa di ottenere dalla nuova giunta ciò che il precedente assessore non ha ottenuto ed ha così decisamente denunciato.

A tutto questo si aggiunge la denuncia politica dell’ex assessore Roberta D’Amico che ha parlato di verbali errati o falsati. Che dice il sindaco?

pi.mi.

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