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ECONOMIA | 22 agosto 2019, 10:30

Raffica di rincari sotto l’ombrellone. L’aumento medio delle tariffe telefoniche è del 33%.

Come ogni anno le compagnie telefoniche approfittano del periodo estivo per applicare raffiche di rincari, approfittando spesso della “distrazione” degli utenti

Raffica di rincari sotto l’ombrellone. L’aumento medio delle tariffe telefoniche è del 33%.

Chi si trova all’estero, in spiaggia, durante una escursione in montagna o semplicemente si gode la città deserta, non è certo propenso a prestare attenzione all’SMS che avvisa dei 30 giorni di tempo per recedere dal contratto senza penali, passando ad un’altra offerta per evitare di subire l’aumento – pensano probabilmente le compagnie.

Ma i cittadini, stanchi dell’ennesimo rincaro, sono più attenti di quanto le aziende di telefonia si aspettino. Stiamo ricevendo, da giugno ad oggi, moltissime segnalazioni di rincari delle offerte, a volte motivati da un aumento di Giga a disposizione per il traffico internet (ovviamente non richiesto), a volte senza nessun servizio maggiore in cambio.

Gli aumenti riguardano le compagnie Wind Tre, TIM, Vodafone e Fastweb: praticamente la maggioranza del mercato. L’aumento medio delle offerte interessate calcolato dall’Osservatorio Federconsumatori è pari al 33%.   Un aumento che lascia intravedere, neanche troppo velatamente, un’ipotesi di cartello, che non mancheremo di segnalare all’Antitrust e all’AGCOM.   I cittadini sono vessati dai continui rincari e allo stesso tempo sono esasperati per le complicazioni e le indicazioni fuorvianti delle aziende per ottenere i rimborsi per la fatturazione a 28 giorni: ci auguriamo che le autorità, intervenute ripetutamente su tali questioni, pongano un ulteriore freno alle condotte spregiudicate delle compagnie.

Vera questione che il nuovo Governo dovrà affrontare è inoltre quella delle modifiche unilaterali dei contratti di cui ormai le compagnie abusano per operare continui e spesso immotivati rincari, dando seguito in tempi rapidi al disegno di legge predisposto dalla Commissione Parlamentare competente.

bruno albertinelli

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