ECONOMIA | lunedì 19 agosto 2019 08:44

ECONOMIA | 16 agosto 2019, 08:00

L’INTERVISTA A VILMA GAILLARD SEGRETARIA DELLA CGIL CON I VALORI DEL LAVORO EREDITATI DA MAMMA E PAPA’

Vilma Gaillard, nell'articolo con i segretari di categoria

Vilma Gaillard, nell'articolo con i segretari di categoria

Con orgoglio spiega di essere figlia di operaio e contadina ha ereditato il rispetto dei tempi della natura e la determinazione e l'impegno di genitori che hanno lavorato sempre duramente. Vilma Gaillard, classe 1960, dall’11 maggio 2018, Segretario Generale CGIL Valle d’Aosta, cresciuta a pane e rock degli anni settanta  dei Pink Floyd, Led Zeppelin, Neil Young, che ascolta ancora sempre volentieri così come le  canzoni di De Andrè  del  grande Francesco Guccini, che sono di un’attualità sconcertante e forse è da quei testi che trova nuova progettualità per il sindacato.

Come definisce lo stato di salute del suo sindacato?

“Solido, credibile e combattivo, sempre al fianco dei lavoratori. “   Quali sono i rapporti con gli altri sindacati? “Sono rapporti rispettosi dei ruoli e della storia di ciascuno di noi“.

Siamo in piena estate e vediamo com’è così come abbiamo visto una primavera tribolata. Cosa ci riserva l’autunno?

“L'autunno non si preannuncia sotto i migliori auspici, ma non solo rispetto alla primavera e all'estate. E' da anni ormai che la Valle d'Aosta vive una condizione di disagio e malessere, dovuta a una politica sempre più traballante e auto-centrata.“

C’è un’impressione diffusa che il sindacato sia, nei fatti, sottomesso alla politica anche se a parole ruggisce. Condivide?

“Per quanto riguarda la Cgil non c'è alcuna sottomissione alla politica. Quando dobbiamo dire qualcosa non ci tiriamo indietro. Non risparmiamo critiche alla politica neanche quando ce la troviamo davanti agli occhi. Ci confrontiamo, quello sì, in maniera costruttiva e non distruttiva. Non ci interessa distruggere, ma costruire. Non siamo un partito politico, ma un sindacato“.

E a chi dice che il sindacato non ha più capacità propositiva e di rappresentanza dei lavoratori?

“I tempi cambiano per tutte le realtà, così come c'è disaffezione nei confronti della politica da parte dei cittadini, purtroppo c'è anche un atteggiamento diffidente proprio da parte di quei cittadini che dicono che il sindacato non rappresenta più i lavoratori, eppure le adesioni al nostro sindacato dicono altro. Non nego che i cittadini siano arrabbiati con il Governo e anche con i sindacati. Il Paese non riparte, nonostante da parte della Cgil, sia nazionale che locale, ci siano spesso proposte che vanno nella direzione di mettere nuovamente in moto la parte produttiva di questo Paese. Contro la rabbia dei cittadini , che poi è anche la nostra, c'è solo un rimedio continuare nel nostro lavoro al loro fianco“.

Soddisfatta di come si sta chiudendo la partita Casino?

“Soddisfazione e Casinò purtroppo è un ossimoro. C'è da chiarire che non è il sindacato a decidere la  governance e a gestire economicamente il Casinò. Noi abbiamo cercato con convinzione di fare gli interessi dei lavoratori sempre e comunque e con l'ultimo sofferto accordo di limitare le ricadute della crisi, sull'occupazione. Le trattative con la Governance, che sia l'Azienda o la Regione, non sono mai state facili. Ognuno ha tirato l'acqua al suo mulino, per noi la  priorità sono i dipendenti,  soprattutto quelli lasciati soli dalla politica e che non percepivano gli stipendi elevati, di cui, invece, godono altre figure professionali“.

Economia, recessione, pensioni, quota 100, famiglia, giovani, ma soprattutto come ridare valore al sindacato?

“È un lavoro di coraggio e di determinazione quello del sindacato. Il valore più alto del sindacato è sempre quello di continuare nella sua missione: salvaguardare i diritti dei lavoratori e continuare il nostro impegno per garantire un lavoro dignitoso e, oggi più che mai, la sicurezza nel posto di lavoro. Tutto questo non è cosi facile quando  la volontà dei vari governi è  di escludere sempre di più le parti sociali dai tavoli e da  un confronto serio  e costruttivo".

Landini, segretario della Cgil, ha detto grossomodo che non esistono più le ragioni storiche e politiche che hanno diviso Cgil, Cisl e Uil, e aggiungo Savt. Poi perentorio ha detto che l'unità va trovata adesso partendo dal basso. Condivide. E’ possibile?

"È da anni che con Cisl, Uil e Savt si perseguono intenti comuni nelle varie fasi di crisi che hanno investito fasi importanti dell'economia valdostana. Quindi non posso che condividere le parole del mio segretario generale. Sono i rappresentanti sindacali per primi a volere questa unità di intenti tra organizzazioni sindacali poiché sono i lavoratori che chiedono unità. Certo, ognuno con la sua identità, ma si sta andando da diversi tempi in quella direzione".

Dipendente delle Poste da 1982 e da allora iscritta alla Cgil, dopo varie esperienze come volontaria presso il Patronato INCA-CGIL , RSU e RLS presso Poste Italiane e aver ricoperto l’incarico di responsabile del settore Postale, è stata eletta nel 2010 Segretario generale Sindacato Lavoratori Comunicazione - CGIL regionale. Ha fatto parte della segreteria confederale della CGIL Valle d’Aosta dal dicembre 2016.

Il poco tempo libero a disposizione lo dedica alla lettura di  romanzi storici in particolare i gialli, cucinare  e, anche se il tempo è tiranno,  camminare in montagna e fare qualche week end in giro per l'Italia o l'Europa.

piero.minuzzo@gmail.com

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