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Aosta Capitale | 14 agosto 2019, 08:00

Aosta: Fallimento della politica che ha scelto un sindaco fallimento politico

Aosta: Fallimento della politica che ha scelto un sindaco fallimento politico

Siamo a metà agosto e partiti e movimenti politici, autoridottisi a comitati elettorali, stanno già pensando al nuovo sindaco. Nel 2015 avevano scelto Fulvio Centoz presentandolo come il meglio del reame. Hanno rinunciato a Bruno Giordano per dare spazio a un candidato sindaco che poi si è verificato essere uno pseudo sindaco più attento ad alimentare i social che risolvere i problemi della Comune capoluogo di regione.

Il fallimento del sindaco è documentato dal programma con il quale si è presentato agli elettori e le cose fatte. Per il momento alla fine dei cinque anni di governo propone di posticipare il tutto al 2030 con uno pseudo piano utile a chi lo ha ideato e inutile per i cittadini.

Il sindaco non si è dedicato nemmeno alle occupazioni minime, alle piccole riparazioni. E questa è stata una fortuna perché se si fosse occupato delle bricolle avrebbe fatto tanti danni come ha fatto con la nomina del Segretario Generale e via discorrendo.

Infatti, non avendo chiare le priorità e le criticità può permettersi di giocare con i social. E intanto Aosta si tinge sempre più di nero. Aosta potrà candidarsi agli oscar della bruttezza.

Aosta si spegne come un neon esaurito.

Alle forze politiche che lo hanno scelto non si potrà mai perdonare l’inadeguatezza dell’uomo ricco di incapacità. La sua più grande incapacità è riconsegnare, a chi verrà dopo di lui, il progetto di Città avuto in eredità da Bruno Giordano.

In cinque anni ha messo in evidenza la mancanza di progettualità e, conseguentemente, un ritardo nella linea del tempo che potremmo stimare in almeno cinque anni persi per il piacere di chi lo ha scelto.

Se il Sindaco, ravvedendosi, tornasse al suo lavoro, potrebbe assicurare in Regione le sue fino ad oggi sconosciute abilità. Sarebbe un gesto che gli farebbe onore e darebbe ai cittadini l’occasione  per avere un ricordo positivo.

E’ dunque importante che uomini e donne di buona volontà, che professionalità e competenze, che cittadini disposti a dare tanto e chiedere nulla si organizzino sotto un programma elettorale di un solo punto: “La Rinascita di Aosta” per sottrarre Aosta Capitale al vuoto creato da movimenti politici che l’hanno soffocata scegliendo l'incapacità.

Avanti un altro. Ma si potrebbe pensare anche ad un ritorno.

piero.minuzzo@gmail.com

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