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ECONOMIA | 11 agosto 2019, 18:00

La disoccupazione avanza l'occupazione manca

Quasi 250 domane per un posto a tempo determinato presso il Csv è la lampante dimostrazione che in Valle d'Aosta poco si fa per l'occuppazione e meno ancora per contrastare la dissocupazione che trova linfa vitale nel reddito di cittadinanza

La disoccupazione avanza l'occupazione manca

“Sapevamo che ci sarebbe stata richiesta, ma, inutile negarlo, non ci aspettavamo numeri di questo genere”. E' è il commento di Claudio Latino, Presidente del CSV, all’indomani della chiusura dei termini della selezione pubblica lanciata per individuare una risorsa da inserire nella funzione segreteria.

Un dato davvero allarmante quello diffuso la Latini che dimotsra, una volta di più, dell'inerzia che caratterizza la nostra politichetta.

“Siamo felici che molte persone abbiano visto il CSV come un luogo significativo in cui lavorare, ma non possiamo non interpretare questo 'successo'di numeri anche come un segnale di crisi nel mondo del lavoro valdostano” ha giustamente Claudio Latino.

Csv cerca un dipendente da assumere part-time e con contratto a tempo determinato di 11 mesi inquadrabile al livello 4 del CCNL UNEBA. Un gran bel posto precario, ma tant'è questo passa il convento in Valle d'Aosta. E grazie a dio che Csv contribuisca a dare un sostegno occupazionale ed uno stipendio ad una persona disoccupata.

Per contro ci sono aziende che non riescono le professionalità necessarie per coprire i posti in organico o far fronte alle nuove esigenze del mercato. E anche questo denota l'assoluta assenza di politiche del lavoro ma soprattutto uno scollamento vergognoso esistente tra la scuola che non sa rinnovarsi ed il mondo de lavoro che cerca nuove capacità lavorative.   In Valle d'Aosta serve una “rivoluzione culturale” nella scuola.

Una rivoluzione che deve riguardare la politica di piazza Deffeyes e il sistema scolastico arroccato su posizioni di retroguardia, salvaguardia di privilegi e di baronie.

E' pur vero che Confindustria e la Cogne Acciai Speciali hanno firmato un protocollo con la Regione, voluto dall'assessore Luigi Bertschy, per favorire la formazione nell'ambito dell'alternanza scuola lavoro, ma non basta. Servono scuole professionali specifiche che sappiano orientare e formare se veramente la nostra poltichetta vuole costruire un sistema di qualità per l’alternanza e l’apprendistato, in grado di sviluppare le professionalità più richieste dal mondo industriale e favorire, di conseguenza, l’occupabilità giovanile.

pi.mi.

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