Consiglio Valle | domenica 18 agosto 2019 18:05

Consiglio Valle | 10 agosto 2019, 16:21

L'OPINIONE DI FABIO PROTASONI: Che facciamo in Valle per contrastare il cambiamento climatico?

Foto Gravità Zero

Foto Gravità Zero

Caro Direttore,

nel giorno in cui esplode, dopo solo 13 mesi, il disastroso Governo nazionale giallo-verde che, forse, ci porterà alle elezioni anticipate, all’esercizio provvisorio e all’aumento dell’IVA, l’ONU ri-lancia, per l’ennesima volta, il grido d’allarme sull’emergenza climatica. L’IPCC, ovvero il comitato scientifico dell'Onu sul clima, certifica che solo un intervento globale, corale e immediato può scongiurare un futuro prossimo di disastri, desertificazione, fame,  nuove migrazioni globali e , probabilmente, nuove guerre e sofferenze.  Le notizie che ci arrivano da molte parti del pianeta, dall’Africa alla Groenlandia, alla Siberia, dimostrano come stiamo portando il clima al collasso e che non si tratta di fenomeni lontani e marginali.

Anche in Valle d’Aosta tocchiamo con mano gli effetti della tropicalizzazione del clima con i crolli delle pareti rocciose delle nostre montagne, le frane, lo scioglimento dei ghiacciai e il laghetto sul monte Bianco.

Chi vive in montagna non può non accorgersi che qualcosa non va eppure i politici parlano d’altro e si rinviano leggi urgenti come quella sulla mobilità con azioni di ostruzionismo. Cosa deve succedere ancora per convincere la politica, nazionale e locale, a mettere da parte il teatrino e l’interesse di parte, e avere un sussulto di responsabilità? Una tragedia?

Gli scienziati ci dicono che abbiamo 11 anni per attuare il cambiamento e che è necessario che tutti, dalle amministrazioni locali alle imprese, ai cittadini, scelgano di cambiare radicalmente. Si tratta della più grande e importante battaglia politica dell’umanità e noi non abbiamo nemmeno iniziato. Fa impressione che se ne siano resi conto i nostri figli, con Fridays For Future, e non noi. Penso che si possa e si debba essere ottimisti ma è nostro dovere cominciare subito da ciò che è in nostro potere, da ciò che possiamo fare qui e ora.

In Valle d’Aosta sono molte le azioni possibili. Alcune di queste sono in cantiere. Altre bisogna avviarle. Penso, appunto, alla legge sulla mobilità sostenibile , all’elettrificazione della ferrovia, agli investimenti per cambiare il parco macchine della Regione e per rendere ecosostenibili gli edifici pubblici, alla messa al bando della plastica e dei combustibili fossili, al sostegno alle imprese, agli albergatori, agli artigiani e ai commercianti per ri-orientare il loro modo di produrre beni e servizi. Penso alla necessità di rendere sostenibili da un punto di vista termico le nostre abitazioni.

Penso ad un piano serio di sviluppo per la nostra CVA che, confermando la totale proprietà pubblica, la trasformi nello strumento per attuare la transizione energetica di cui abbiamo bisogno. Penso naturalmente all’importanza che ha e che avrà sempre di più in futuro la tutela dell’ambiente e del territorio valdostano. Occorre anche che i valdostani tutti diventino attori della lotta al cambiamento climatico.

Con il nostro stile di vita, la testimonianza che possiamo dare attraverso la nostra capacità di accoglienza turistica e con il voto che possiamo esprimere con il portafoglio.  I tre milioni e mezzo di turisti che ogni anno vengono nelle nostre montagne devono poter tornare a casa con la consapevolezza che quello che apprezzano del nostro territorio è a rischio e che anche i loro comportamenti quotidiani, nelle grandi città, sono  un modo concreto per preservare l’ambiente.

E poi dobbiamo abituarci anche noi a “votare con il portafoglio” cioè ad orientare i nostri consumi quotidiani verso quei prodotti che garantiscono la sostenibilità ambientale. Per questo spero che la pausa estiva porti consiglio. Soprattutto a quei politici nostrani che, presi dal furore elettorale, dimenticano che la politica è affrontare la realtà, proporre soluzioni e attuarle. E che bisogna agire ora!

Caro Fabio condivido ma penso che chi ci governa non sia all'altezza. Non sono nemmeno in grado di creare un sistema di trasporto urbano che eviti l'uso del'auto.(pi.mi.)

fabio protasoni?

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