Confcommercio VdA | domenica 18 agosto 2019 18:06

Confcommercio VdA | 07 agosto 2019, 09:34

Da Rete Imprese, no a salario minimo per legge

Dominidiato (Confcommercio VdA)   ‘L'introduzione di un salario minimo legale porterebbe con sé un'alterazione degli equilibri economici e negoziali raggiunti dalla contrattazione collettiva, mettendo a rischio l'individuazione di trattamenti economici congrui e coerenti quanto per l'organizzazione di tutele collettive e di sistemi di welfare integrativi

Da Rete Imprese, no a salario minimo per legge

"Occorre una strategia in quattro mosse: valorizzazione della contrattazione collettiva  sottoscritta dai soggetti comparativamente più rappresentativi,  contrasto dei contratti pirata, impulso alla crescita ed alla  produttività, riduzione del cuneo fiscale". Lo ha affermato  Carlo Sangalli, presidente di Rete Imprese Italia e di  Confcommercio, in occasione dell'incontro a Palazzo Chigi tra  Governo e parti sociali, ribadendo il no dell'associazione al  salario minimo per legge.

Sulla stessa lunghezza d’onda Graziano Dominidiato, Presidente di Confcommercio Vda che aggiunge: “L'introduzione di un salario minimo legale porterebbe con sé  un'alterazione degli equilibri economici e negoziali raggiunti  dalla contrattazione collettiva, minandone strutturalmente il  ruolo che essa svolge tanto per l'individuazione di trattamenti  economici congrui e coerenti quanto per l'organizzazione di  tutele collettive e di sistemi di welfare integrativi".

 Per Rete imprese Italia che rappresenta l'artigianato, il terziario di mercato, le PMI e l'impresa diffusa, “la riduzione del cuneo fiscale deve  realizzarsi attraverso un più generale processo di  revisione delle aliquote IRPEF, nella prospettiva della flat  tax".

Viene poi ribadita la necessità, dopo l'abrogazione dei voucher, di  strumenti in grado di regolare efficacemente le prestazioni  occasionali, Rete Imprese Italia segnala poi, in materia di  contratti a termine, l'esigenza di abolire, rispetto  all'impianto del "decreto dignita'", le causali od almeno di  prevedere causali in sede di contrattazione collettiva, nonché  di eliminare la previsione della maggiorazione aggiuntiva in  caso di rinnovi di contratti a tempo determinato.

 Riforma dei centri per l'impiego, valorizzazione di soggetti  privati quali le agenzie per il lavoro, attenzione agli  strumenti che coniugano formazione e lavoro sono invece i  capitoli principali dell'agenda proposta da Rete Imprese Italia in materia di politiche attive per il lavoro.

“E’ bene ricordare – conclude Dominidiato - l'esigenza di individuare le coperture per il 2022  nell'ambito dell'importante riforma strutturale dei premi INAIL e di abrogare il contributo di solidarietà del 10 per cento  che grava sui versamenti ai fondi pensione ed ai fondi sanitari contrattuali”.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore