FEDE E RELIGIONI | lunedì 19 agosto 2019 06:28

FEDE E RELIGIONI | 18 luglio 2019, 18:00

Domani venerdì 19 luglio saint Arsène sainte Praxède

Ricordati che il perno della perfezione è la carità; chi vive di carità, vive in Dio, perché Dio è carità, come disse l'Apostolo. (san Pio da Pietrelcina)

Domani venerdì 19 luglio saint Arsène sainte Praxède

AGENDA DEL VESCOVO DI AOSTA MONS. FRANCO LOVIGNANA

Venerdì 19 luglio

Mont Chétif - ore 11.00

S. Messa nel ricordo dell'Angelus ivi recitato da S. Giovanni Paolo II (7 settembre 1986)

e per il 50° della salita al Monte Bianco della 41a Compagnia Btg Aosta

Martedì 23 luglio

Vescovado – mattino

Udienze

Mercoledì 24 luglio

Vescovado – mattino

Incontro con Mons. Antonello Mura e preti giovani della diocesi di Lanusei

Venerdì 26 luglio

Vescovado – mattino

Udienze

Sabato 27 luglio

Émarèse - ore 10.30

S. Messa per la festa patronale e

l'inaugurazione dei lavori di restauro della chiesa parrocchiale

Domenica 28 luglio

Cattedrale - ore 10.30

S. Cresime degli adulti

Lunedì 29 luglio

Curia Vescovile - ore 18.00

Riunione del Collegio dei Consultori

Martedì 30 luglio

Vescovado – mattino

Udienze

*Le Messager Valdotain ricorda venerdì 19 luglio saint Arsène sainte Praxède

La Chiesa onora  Sant' Arsenio il Grande Eremita

Arsenio era nato a Roma intorno al 354 da nobile famiglia senatoria. Nel 383 l'imperatore Teodosio lo volle a Costantinopoli per affidargli l'educazione dei figli Arcadio e Onorio. Vi restò undici anni, fino al 394, quando in seguito a una profonda crisi spirituale ottenne l'esonero da quell'incarico per ritirarsi nel deserto egiziano. Chiedendo a Dio una sicura via per giungere alla salvezza, una voce misteriosa gli avrebbe risposto: «Fuggi gli uomini». Il quarantenne Arsenio seguì alla lettera il consiglio: sbarcato ad Alessandria d'Egitto, si aggregò alla comunità degli anacoreti di Scete, in pieno deserto. Trascorreva notti intere in preghiera e meditazione: una preghiera fatta più di lacrime che di parole, poiché egli ebbe da Dio il "dono del pianto". Dal 434 al 450, che si presume sia l'anno della morte, Arsenio dovette vivere lontano dalla tranquilla Scete, invasa da una tribù libica. Morì a Troe presso Menfi. Di lui, oltre a una cronistoria e a sagge massime, riferite da Daniele di Pharan, amico di due discepoli di Arsenio, ci resta addirittura un ritratto in cui appare di bell'aspetto, maestosamente alto e asciutto.

Il sole sorge alle ore 5,43 e tramonta alle ore 21,17.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore