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Consiglio Valle | 16 luglio 2019, 22:00

M5S preoccupato per mancanza di studenti

Con un'interpellanza illustrata nella seduta del Consiglio regionale del 10 luglio 2019, il Movimento 5 Stelle ha voluto trattare il tema della possibilità di scelta dell'indirizzo della scuola secondaria di secondo grado

La Consigliera Maria Luisa Russo

La Consigliera Maria Luisa Russo

“La riduzione del numero di abitanti e quindi di studenti in Valle d'Aosta mette a rischio l'esistenza di numerosi indirizzi di studio, limitando le possibilità di scelta in un momento molto importante per il futuro dei ragazzi e influendo in maniera negativa in termini di potenziale abbandono scolastico”. La Consigliera Maria Luisa Russo ha esordito così illustrando un’interpellanza rivolta all’assessora all’Istruzione pubblica, Chantal Certan, dalla quale intendeva sapere “se si intenda prevedere criteri diversi dal numero minimo di iscritti per la decisione di attivare classi prime”. L’obiettivo del M5S è garantire una reale possibilità di scelta di indirizzo.

In Valle d'Aosta c’è la possibilità di costruire una classe prima con 20 alunni, contro i 27 della normativa nazionale; ora è necessario armonizzare la normativa nazionale del 2017 sull'istruzione professionale (su cui abbiamo competenza primaria) con la realtà regionale.

L'Assessora all'istruzione, Chantal Certan, ha fatto sapere che la sovraintendenza sta studiando nuovi criteri per l'attivazione di classi prime, in particolare a sostegno delle realtà della bassa Valle, per garantire un'ampia offerta formativa, passando anche attraverso il potenziamento di convitti e studentati. “Condivideremo questi criteri con le scuole che fanno parte delle reti di orientamento, perché è fondamentale la collaborazione tra gli amministratori e le istituzioni scolastiche”, ha assicurato Certan.

L’assessora ha poi fatto sapere che si muove lungo due linee guida:  rivedendo i criteri attualmente in vigore, armonizzando le normative regionali e quelle nazionali. Per la  Consigliera Maria Luisa Russo “è  fondamentale stabilire nuovi criteri per non ritrovarci nella situazione di quest'anno, con la cancellazione di tre indirizzi di studio dell'ISILTP e con i conseguenti notevoli disagi non solo per le famiglie degli studenti coinvolti e iscritti alle classi non attivate, ma anche i per molti docenti che hanno perso la titolarità”.

red. pol.

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