AMBIENTE | giovedì 18 luglio 2019 22:12

AMBIENTE | 12 luglio 2019, 06:00

Chatrian ‘I valdostani hanno scelto lo smaltimento a freddo dei rifiuti’

Intervista all’Assessore all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale, Albert Chatrian

L'assessore con la sua equipe

L'assessore con la sua equipe

Il tema dello smaltimento dei rifiuti è all'ordine dell'Italia intera; Roma è l'esempio più emblematico; un'efficienza  inconcepibile e vergognosa. Per questo Aostacronaca.it vuole capire dall’Assessore regionale Albert Chatrian come viene affrontato il Valle il dossier.

Assessore quale è lo stato dell’arte? 

"Le questioni legate alla gestione dei rifiuti sono complesse ed articolate, ma, per fortuna, il processo di rinno - vamento avviato a seguito del Referendum del novembre 2012 - che bocciò il trattamento a caldo con una percentuale superiore al 94% dei votanti -, ha raggiunto il primo traguardo importante: quello della sottoscrizione di un contratto di concessione di servizi, che prevede anche la realizzazione del nuovo sistema integrato di impianti di trattamento “a freddo” dei rifiuti e dell’avvio delle frazioni residuali al recupero o allo smaltimento.

Il tutto in piena coerenza con il Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato nel dicembre 2015, nonché delle normative comunitarie e nazionali che stabiliscono una gerarchia di gestione dei rifiuti che considera prioritario il recupero, e solo in via residuale lo smaltimento.

Il Contratto, sottoscritto fra l’Amministrazione regionale e l’A.T.I. REA Ambiente S.p.A. di Dalmine (capofila), F.lli Ronc S.r.l. di Introd e la CESARO Mac import S.r.l. di Eraclea (VE), ha una durata complessiva di 17 anni, di cui i primi due anni destinati alla realizzazione del nuovo sistema impiantistico.

Il subentro dei nuovi concessionari presso il Centro di Brissogne avverrà il 1° gennaio 2020. La durata di 15 anni della gestione del Centro regionale è giustificato dalla necessità di garantire all’A.T.I. l’ammortamento degli oneri che sosterrà direttamente per la realizzazione delle diverse opere previste, il cui ammontare complessivo è di circa 14.792.000,00.

Il costo totale della concessione, per quanto concerne i servizi, è invece pari a euro 95.374.215 per i 15 anni di durata della stessa".

Perché lo smaltimento dei rifiuti è un problema di difficile soluzione?

"Sulla questione smaltimento credo sia necessario fare un po’ di chiarezza. L’aumento costante della quantità di rifiuti, fenomeno tipico delle società industrializzate, e della loro pericolosità, conseguenza dell’evoluzione tecnologica, impongono l’adozione di misure coordinate fra loro, per riuscire man mano a:

1.    ridurre l’uso incontrollato delle materie prime e delle risorse naturali per la produzione di beni ed energia, in quanto si tratta di beni scarsi e non rinnovabili;

2.    ridurre l’uso di sostanze pericolose che possono comportare la produzione di rifiuti pericolosi o di sostanze comunque non assimilabili dall’ambiente (si pensi ad esempio alla plastica che sta compromettendo i mari ma che è stata rinvenuta anche nei ghiacciai alpini);

3.    favorire la riduzione della produzione dei rifiuti, in specie dei rifiuti non differenziati destinati allo smaltimento;

4.    adottare misure che consentano la trasformazione dei rifiuti in beni sostitutivi o materie o sostanze per la produzione di energia, secondo i principi dell’economia circolare.

La gestione dei rifiuti, di conseguenza, deve essere attuata cercando di favorire in via prioritaria:

·         la  prevenzione e la riduzione dei rifiuti;

·         il reimpiego e il riciclaggio;

·         le altre forme di recupero per ottenere materie prime (secondo i principi comunitari dell’end of waste);

·         l’adozione di misure economiche e di condizioni di appalto che favoriscano l’impiego di materiali recuperati dai rifiuti, creando un vero e proprio mercato di materie prime seconde;

·         l’utilizzazione principale di rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia. Solo come ultima ratio i rifiuti andrebbero avviati ad attività di smaltimento in discarica.

Un corretta politica di gestione dei rifiuti deve, pertanto, concretizzarsi necessariamente attraverso tre azioni: il potenziamento ed il miglioramento delle raccolte differenziate, come qualità e quantità;

l’individuazione di un sistema coordinato di recupero e di smaltimento finale dei rifiuti che residuano dalle raccolte differenziate;

l’adozione di misure volte in ogni caso alla riduzione della produzione dei rifiuti.

1.    Il potenziamento ed il miglioramento delle raccolte differenziate rappresentano il primo livello di una organizzazione della gestione dei rifiuti finalizzata al pieno raggiungimento degli obiettivi di riduzione della produzione e della riduzione degli stessi da smaltire. Attraverso la raccolta differenziata, infatti, è possibile:

a.    avviare al riciclaggio una parte dei rifiuti ed avviarne un’altra alla valorizzazione in processi di produzione di materia prima e di energia; b.    ridurre i quantitativi di rifiuti da avviare allo smaltimento in discarica con un conseguente risparmio di carattere ambientale ed economico;

c.    concorrere alla riduzione del prelievo in natura delle materie prime scarse e non rinnovabili.

La raccolta differenziata deve, però, essere efficace: deve essere effettuata non tanto per perseguire il raggiungimento di una percentuale la più elevata possibile, e comunque non solo nella logica di rispettare un obiettivo ancorché fissato da disposizioni legislative, ma soprattutto per consentire una vera e propria valorizzazione dei rifiuti raccolti, consentendo l’avvio certo ad operazioni di riciclo e recupero di materia o di energia: è quindi fondamentale la qualità dei matriali raccolti e la loro corrispondenza alle richieste del mercato.

2.    L’individuazione di un sistema coordinato di recupero e di smaltimento finale dei rifiuti che residuano dalle raccolte differenziate deve rispettare alcune prerogative importanti ed ormai irrinunciabili, tenuto conto anche della sempre maggiore sensibilità verso la tutela dell’ambiente, oltreché all’attenzione che le amministrazioni pubbliche devono porre nel ricercare sistemi tecnologicamente avanzati, efficaci ma economicamente sostenibili. Ciò anche in considerazione del fatto che tutti gli oneri della gestione dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento e al recupero finale, devono ormai essere posti a carico dei cittadini.

3.    L’adozione di misure volte in ogni caso alla riduzione della produzione dei rifiuti. Tale azione, non ultima sicuramente per importanza, è quella che rappresenta il vero cambio di rotta rispetto ad un problema che sta diventando preoccupante e sempre più difficoltoso nella gestione, in considerazione anche delle nuove tipologie di rifiuti che, soprattutto con l’avvento delle apparecchiature e gli apparati elettronici, negli ultimi 10 anni sono emerse.

E’ anche l’azione più difficoltosa da intraprendere perché deve coinvolgere in prima persona non solo i cittadini, soggetti su cui pesano generalmente gli obblighi delle raccolte differenziate, ma i soggetti produttori e commercializzatori di beni ai quali deve essere demandato il compito di individuare sistemi di gestione degli stessi che ne evitino la trasformazione in rifiuto, secondo i principi dell’economia circolare".

Riassumendo?

"Riassumendo, per rispondendo al suo quesito, è chiaro che una corretta gestione dei rifiuti deve coinvolgere in modo coordinato tutti i soggetti deputati, nei diversi livelli decisionali ed operativi, a concorrere al raggiungimento di un obiettivo unico: che è quello di una gestione ecosostenibile dell’ambiente, di cui la produzione e la gestione dei rifiuti costituisce una componente problematica perché comporta, innanzitutto, un cambio radicale di comportamento da parte dei produttori e degli utilizzatori di beni e di servizi, volto ad un rispetto rigoroso della gerarchia indicata dall’Unione Europea.

E’ necessario poi che si prenda coscienza che non esiste una gestione dei rifiuti che non comporti la realizzazione di impianti di trattamento, di recupero e di smaltimento, e quindi il tema dell’accettabilità sociale di questi impianti è assolutamente prioritaria".

Cosa ha trovato al suo insediamento nel mese di dicembre? 

"Una parte delle attività che stanno trovando conclusione sono state avviate dai miei predecessori. Voglio però sottolineare che la parte più importante del nuovo percorso di gestione dei rifiuti, avviato, come detto, successivamente agli esiti del Referendum del febbraio 2012, hanno trovato attuazione grazie all’Assessore Roscio, che ha promosso tutti gli atti volti all’individuazione del sistema gestionale e degli atti conseguenti propedeutici all’espletamento della gara di concessione di servizi che si è conclusa in questi ultimi giorni con la sottoscrizione del Contratto e con il rilascio dell’A.I.A. Al mio insediamento ho preso atto della situazione e, con la fattiva collaborazione degli uffici, abbiamo, quindi:

a)    riavviato innanzitutto i rapporti con le Autorità di SubATO per procedere alla nuova riorganizzazione in 5 SubATO, come previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, fase che deve concludersi entro la fine del 2019;

b)    ricostituito e riavviato l’Osservatorio Regionale sui Rifiuti (ORR), organismo che si è deciso di rendere maggiormente operativo e soprattutto di supporto sia ai SubATO per superare le criticità connesse con la riorganizzazione dei servizi che alle strutture regionali per dare piena attuazione alla programmazione sulla prevenzione dei rifiuti. Si è deciso di istituire al suo interno dei gruppi di lavoro, che stanno operando e che relazioneranno sulle loro prime attività nella prossima riunione dell’Osservatorio del 19 luglio;

c)    avviato una serie di azioni volte alla prevenzione della produzione dei rifiuti; d)    concluso, come già specificato, il percorso che ha portato alla sottoscrizione del nuovo contratto di concessione di servizi per il Centro regionale di trattamento dei rifiuti;

e)    concluso la prima parte di gara di concessione della discarica di Pontey".

Ci dia qualche dato in termini di conferimento 

"Rapportando i dati di conferimento dei rifiuti del primo semestre 2019 con lo stesso periodo dello scorso anno, possiamo notare alcune importanti differenze: la produzione totale di rifiuti è scesa del  3,77%, mentre la raccolta differenziata è aumentata di oltre 3 punti percentuali, dato che porta la percentuale annua ad oltre il 68%".

E il residuo dei rifiuti dove viene conferito?

"La nuova concessione dei servizi verrà avviata a partire dal 1° gennaio 2020 e i primi due anni saranno dedicati alla realizzazione del nuovo sistema integrato di impianti di trattamento dei rifiuti, finalizzato al successivo avvio al recupero o smaltimento finale. Durante questa prima fase il concessionario dovrà gestire il flusso dei rifiuti urbani secondo le diverse tipologie raccolte in forma differenziata con le stesse modalità attuali, non avendo ancora a disposizione i nuovi impianti. Per cui il rifiuto indifferenziato (che costituisce il rifiuto ormai residuale rispetto alle diverse raccolte differenziate) continuerà ad essere smaltito, nella fase transitoria, nella discarica di IV lotto, in una cella appositamente allestita per ricevere i rifiuti di questa prima fase. Successivamente i rifiuti indifferenziati saranno pretrattati nel nuovo impianto e, in seguito, selezionati per separare la frazione organica (che sarà avviata all’impianto di biostabilizzazione) dalla frazione secco-leggera, che sarà posta direttamente in discarica come rifiuto residuale. Invece la frazione organica, stabilizzata, sarà utilizzata come sottoprodotto per la copertura giornaliera della discarica".

Cosa  intende fare per ridurre i rifiuti?

"Il Programma regionale di prevenzione di rifiuti, predisposto nel 2015 sulla base degli obiettivi stabiliti nel Programma nazionale e nelle direttive comunitarie, riporta in modo puntuale le diverse tipologie di rifiuti che dovranno essere prioritariamente ridotti e le azioni da porre in atto: fra queste le più significative riguardano la riduzione degli imballaggi, delle plastiche e dei rifiuti derivanti dagli scarti alimentari. Il programma prevede azioni coordinate fra loro che coinvolgeranno tutti i soggetti a qualunque titolo interessati: istituzioni, scuole, cittadini, mondo imprenditoriale, ecc.

Anche attraverso l’Osservatorio Rifiuti, nonché attraverso l’attuazione dei diversi accordi di programma che sono stati nel corso degli anni sottoscritti con enti e associazioni, saranno avviate tutte le iniziative utili".

Qualche esempio?

"Tanto per fare qualche esempio: una delle prime iniziative che possono già essere citate, hanno riguardato l’organizzazione dell’8° Trofeo Valle d’Aosta Calcio, svoltosi in modalità  completamente “plastic free”; così come lo saranno le iniziative che coinvolgeranno i commercianti nelle diverse manifestazioni previste lungo tutto il periodo estivo. Sempre nella logica “plastic free” e dell’Écolo Fêtes saranno organizzate, da parte delle pro-loco, le diverse manifestazioni (sagre, feste patronali, ecc.) durante l’estate.

Vuole dire che a partire da settembre prossimo, sia con le scuole, che con le associazioni di categoria, saranno avviate iniziative importanti di informazione e sensibilizzazione?.

"Soprattutto le seconde che sono rivolte, in modo particolare, alla riduzione dei rifiuti inerti derivanti dalle attività di costruzione, demolizione e scavo, per i quali sarà necessario dimostrare, entro il 2020, l’avvio al recupero di almeno il 70% dei rifiuti prodotti nei cantieri; come vede, le cose da fare sono molte e sono già tutte in fase di organizzazione".

Perché non pensare ad un termovalorizzatore visto che in tante città ci sono impianti attivi anche nei centro storici?

Il sistema di trattamento dei rifiuti scelto dalla Regione Valle d’Aosta è, come detto, quello del trattamento a freddo: è la volontà dei cittadini che si sono espressi, come detto, attraverso il Referendum propositivo del novembre 2012.

Con il termovalorizzatore si potrebbero però eliminare le colline di rifiuti che hanno modificato parte del territorio di Brissogne...

"Ripeto, la decisione politica, conseguente alla volontà popolare, è stata presa. Ora, l’obiettivo è quello di avviare la nuova concessione e assicurare alla Regione un  sistema integrato che consenta la massima valorizzazione dei rifiuti differenziati, delle frazioni recuperabili anche dei rifiuti indifferenziati. Abbiamo anche l’obbligo di proseguire nella prevenzione della produzione di rifiuti, e, potendo contare su un’autonomia di gestione per un certo tempo, cercare di individuare nuovi sistemi di trattamento, il più possibile ecosostenibili".

C’è chi teme che il termovalorizzatore inquini l’aria, per contro c’è il rischio di inquinare le falde acquifere, secondo lei quale sarebbe il male minore? 

"Ogni forma di contaminazione va valutata in modo attento. Questa è la motivazione per la quale non è possibile realizzare un impianto di trattamento complesso senza aver valutato nel dettaglio ogni effetto, anche occasionale, che la presenza dell’impianto possa creare. Non esiste l’impatto zero! Esiste l’impatto accettabile, valutato secondo criteri scientifici che tengono conto della tutela della salute delle persone e dell’ambiente. Ciò che è necessario prevedere è, una volta individuato il sistema di trattamento, l’installazione di adeguati sistemi di abbattimento (secondo le così dette migliori tecnologie disponibili – BAT) dei contaminanti che si prevede possano essere immessi in aria, nelle acque, sul suolo, nonché adottare modalità gestionali tali da evitare il più possibile contaminazioni anche occasionali".

Prospettive visto che si sta esaurendo la discarica di Brissogne?

"Con il sistema di trattamento a freddo previsto, con l’aumento delle raccolte differenziate e con una riduzione della produzione dei rifiuti, dato atto che nella discarica dovranno essere avviati allo smaltimento, a partire dal 2022 solo i residui del trattamento, i tempi di durata del IV lotto di discarica saranno più lunghi rispetto a quanto inizialmente previsto. Si avrà sicuramente il tempo sufficiente per individuare la soluzione alternativa ed una tecnologia adeguata".

Se fosse sindaco di Roma cosa farebbe per risolvere l’indecenza che caratterizza la capitale?

"La questione è complessa ed articolata. Stiamo parlando di un contesto in cui vi è una produzione di rifiuti rilevante (si producono mediamente in due settimane i quantitativi che in Valle d’Aosta si producono in un anno!). A Roma è forse mancata una buona programmazione, per cui non è riuscita la realizzare di un sistema di impianti di trattamento e di smaltimento/recupero finale prima che la famosa discarica di Malagrotta (la più grande in Europa) fosse chiusa proprio su indicazione dell’UE. L’attuale situazione non potrà essere risolta con una soluzione immediata.

Purtroppo, bisogna prendere atto che dal momento della decisione della realizzazione di un impianto all’avvio della gestione a volte passano decenni. E, come si sta vedendo in questi giorni, purtroppo la soluzione estrema rimane quella di esportare i rifiuti in altre Regioni o all’estero.

Ma oltre il tempo perso per realizzare gli impianti necessari, non si è nemmeno riusciti ad avviare una sistema di raccolta differenziata degno di una capitale europea".

E quindi?

"Ci deve essere una presa di coscienza da parte di tutti, istituzioni e cittadini, che gli impianti devono essere realizzati, che la loro presenza è un segno di civiltà e non di degrado, così come l’avere localmente un sistema integrato che consenta l’autosufficienza gestionale, come peraltro indicano le direttive comunitarie".

Grazie e lunga vita al lupo.

piero.minuzzo@gmail.com

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