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FEDE E RELIGIONI | 11 luglio 2019, 09:30

SANTUARIO DI ROCCIA 19 LUGLIO 2019 SANTA MESSA IN VETTA DOVE NEL 1986 PAPA GIOVANNI PAOLO II RECITÒ L’ANGELUS

Il 19 luglio 2019, sul Mont Chetif, vetta dalla quale nel 1986 Giovanni Paolo II recitò l’Angelus in occasione del bicentenario della conquista del Monte Bianco, Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta, presiederà la Santa Messa

SANTUARIO DI ROCCIA 19 LUGLIO 2019 SANTA MESSA IN VETTA DOVE NEL 1986 PAPA GIOVANNI PAOLO II RECITÒ L’ANGELUS

L’afflusso in vetta deve avvenire entro le ore 10,30. Si ricorda che si potrà salire fino ai piedi del monte in funivia dal centro del Paese.  In caso di maltempo la S. Messa verrà celebrata nella Chiesa di S. Pantaleone.

Nel pomeriggio, alle ore 15.00, presso l’Espace  Grivel di La Saxe, si svolgerà la parte laica della cerimonia.

La manifestazione, organizzata con l’ANA di Aosta e con l’Azienda Grivel, vanta il patrocinio della Regione Autonoma della Valle d’Aosta e del Comune  di Courmayeur.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Entro le ore 10: afflusso dei partecipanti sulla vetta del Mont Chetif (1);

Ore 11.00: Santa Messa concelebrata da Mons. Franco Lovignana. Nei pressi  dell’altare da campo sarà esposta la Croce Astile, benedetta dal Papa G. Paolo II nel 2003, custodita presso il Museo delle Guide;

Ore 12.00: Trasferimento in processione dall’Altare alla Cappella Madonna Regina della Pace;

Ore 12.00 – 12.15: Preghiera d’intercessione alla Madonna per la Pace nel Mondo e benedizione impartita dal Vescovo agli astanti;

Ore 12.30: Breve intervento celebrativo;

Ore 13.00-13.30: Colazione al sacco;

Ore 13.30-14.45: discesa e rientro a Courmayeur per partecipare all’incontro organizzato dall’azienda Grivel presso l’Espace Grivel, a La Saxe, alle ore 15.  Interverranno il Presidente della Regione, Sen. Antonio  Fosson; il Sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi; il Presidente dell’ANA di Aosta, Signor Carlo Bionaz, e il dott. Gioachino Gobbi.

In caso di maltempo la cerimonia sarà svolta nella Chiesa di San Pantaleone a Courmayeur. E’ previsto un collegamento in streaming dalla vetta dello Chetif alla Piazzetta dell’Ange.

 LE MOTIVAZIONI DELL’EVENTO

Una targa affissa sul Mont Chétif, sul basamento dell’Oratorio della Regina della Pace: “Qui il 7 settembre 1986 S.S. Giovanni Paolo II ha pregato per la pace di tutto il mondo”.

E di un ritorno occorre parlare perché il 6 agosto 2003 un altro evento si celebrò sui 2343 metri della cima che domina Courmayeur.  Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo Emerito di Aosta, concelebrò una Santa Messa (erano presenti i Parroci della Valdigne e Mons. Liberio Andreatta, Direttore dell’O.R.P.) per accogliere la Croce Astile che il Papa Giovanni Paolo II donò in quella circostanza alla Comunità di Courmayeur (oggi la Croce è custodita nel Museo delle Guide). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, in un telegramma inviato a Mons. Anfossi sottolineava «Occasione intitolazione Mont Chetif at Pio Xi et Giovanni Paolo II nel contesto iniziativa “La Croce dei Poli sul Monte Bianco” Sommo Pontefice rivolge cordiale saluto esprimendo viva gratitudine per delicato pensiero che suscita nel Suo animo sentimenti di profonda commozione nel ricordo Sua salita su codesta vetta nel 1986».

Nel 2003, il generale Antonio Vizzi, uno degli organizzatori delle spedizioni al Polo Nord (2001) e al Polo Sud (2003), per portare la Croce, allegoria della vita, benedetta dal Papa, fino ai “Confini della Terra, celebrando l’Eucarestia sui due Poli”, ebbe l’idea di proporre una speciale spedizione alpinistica in Valle d’Aosta che culminò con una Santa Messa sui 4748 metri del  Monte Bianco di Courmayeur. Successivamente, il 6 agosto, il Mont Chetif fu dedicato “… al Reverendo Achille Ratti, futuro Pio XI, per il Suo amore per le montagne della Valle d’Aosta”, “…al Santo Padre Giovanni Paolo II nel Suo 25° anniversario di pontificato”, “… alle 25 nazioni che dal 2004 costituiranno la nuova Unione Europea”,  “… a tutte le Guide Alpine del Monte Bianco per il loro forte attaccamento alle Montagne, che spesso va oltre la vita. In particolare il ricordo è rivolto a Franco Garda, padre del soccorso Alpino Valdostano, e a Pietro Ferraris, Cosimo Zappelli e al Rev.do Don Cirillo Perron” e, infine, con un’altra targa fu ricordato che “Su questo altare, il 6 agosto 2003, si concluse il Gesto Profetico dell’Opera Romana Pellegrinaggi con la consegna della Croce astile alla Comunità di Courmayeur e con la celebrazione di una Santa Messa per riaffermare con forza le radici cristiane del Vecchio Continente, facendo memoria di quanto affermato dallo storico europeista Johann Wolfgang Göethe: L’Europa è nata in pellegrinaggio e la sua lingua materna è il Cristianesimo. La Comunità civile ed ecclesiale di Courmayeur”.

Perché oggi si rinnova questo ritorno?

Nel 1969, ricorda Antonio Vizzi, comandante della 41ª compagnia del Btg. Aosta, portò 72 alpini (tra ufficiali,  sottufficiali e truppa) sulla vetta del  Monte Bianco seguendo la “Via del Papa”, aperta da Achille Ratti nel 1890, in discesa, che parte dal Rifugio Gonella.

Un cinquantesimo che S.E. Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta, ha programmato dallo scorso anno di sottolineare con un’altra speciale “Santa Messa”. Ma l’anniversario alpinistico deve trasformarsi in una grande opportunità per Courmayeur e per la Valle d’Aosta: probabilmente l’ultima. Le nostre straordinarie Comunità devono riconoscere nel Mont Chetif un autentico “SANTUARIO DI ROCCIA”, dal quale si può ammirare la CATTEDRALE DI GRANITO che il MONTE BIANCO ci offre con un panorama suggestivo. Sono immagini che Vizzi sogna e che, uniche, appartengono solo alla Comunità di Courmayeur e alla Regione Valle d’Aosta. Organizzarsi, quindi, per trasformare il Mont Chetif in un “Percorso di Montagna di Turismo Religioso” così come sarebbe stato gradito da Papa Giovanni Paolo II, oggi santo.

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