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Con 'La cima di Entrelor' apre a Valsavara la rassegna Montagne aux livres

Con 'La cima di Entrelor' apre a Valsavara la rassegna Montagne aux livres

Sarà il libro 'La cima di Entrelor' di Renato Chabod, edito dal Club alpino italiano lo scorso maggio per la collana 'Personaggi', il protagonista del primo appuntamento della rassegna 'Montagne aux livres' organizzata dal Comune di Valsavarenche. La presentazione è in programma sabato 13 luglio alle ore 18 nella Sala consiliare del Municipio in Località Dégioz.

Sritto nel 1969, il volume è stato ripubblicato dal Cai in edizione rinnovata, per la cessione gratuita dei diritti da parte delle figlie di Chabod, Adriana e Valeria. Un’edizione arricchita da suggestive immagini di famiglia e da un’introduzione che inquadra nel contesto storico la figura dell’alpinista e presidente del Cai, giurista e politico. La Cima di Entrelor, ubicata proprio nel territorio comunale di Valsavarenche, è nel contempo una montagna reale e una montagna simbolo dell’alpinismo come metafora della vita.

Su questo doppio registro Chabod sviluppa la narrazione delle vicende alpinistiche di cui è stato uno dei maggiori protagonisti negli anni ‘30 e ‘40. Un libro all’insegna di avventura ed esplorazione dunque, che l’autore non limita alle montagne di casa della Valle d’Aosta, ma amplia nello spazio e nel tempo, con esperienze dalle Alpi Occidentali alle Ande patagoniche, segnando il passaggio dal periodo classico a quello moderno dell’alpinismo.

Gli sono compagni di scalata, in quella che insieme alla pittura considera la sua passione dominante, i grandi protagonisti delle due scuole di pensiero che contraddistinsero quella stagione: la Scuola Occidentale, specializzata nelle grandi ascensioni su ghiaccio e misto, e quella Orientale o dolomitica, dalle tecniche più raffinate di arrampicata su roccia. Tra costoro Amilcare Cretier, Lino Binel, Amato Grivel, Piero Ghiglione, Massimo Mila, Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta, Aldo Bonacossa, Giusto Gervasutti.

Al contempo la Cima di Entrelor è anche la montagna ideale, la cui ascensione è metafora di vita, un percorso simbolico verso quella meta tanto a portata di mano quanto irraggiungibile.

“Coraggio e determinazione, ma, a mio avviso, anche altri sono i tratti che più delineano il personaggio - scrive il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti nella presentazione - come l’entusiasmo nell’affrontare la vita in ogni sua espressione, unita a una inscindibile generosità che, in queste pagine, si manifesta nelle espressioni rivolte ai compagni di cordata, così come, nella quotidianità di ciascun impegno assunto, accadeva per gli affetti familiari e la sua gente di montagna“. Sabato 13 luglio il libro sarà presentato da Torti e dai professori Roberto Louvin e Marco Cuaz, che illustreranno la figura e la personalità dell’autore a 360 gradi, nella sua attività a favore della montagna e della sua popolazione, in particolare di quella valdostana, del diritto e della politica.

i.d.

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