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Consiglio Valle | 10 luglio 2019, 14:04

Qualcosa si muove per ridurre la demagogia sulla ludopatia che in Valle conta qualche decina di pazienti

Jean Daudry (Uvp), consigliere segretario del Consiglio Valle, ha presentato un emendamento alla legge regionale concernente la prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico

Jean CLaude Daudry

Jean CLaude Daudry

Batti ribatti, il presidente della Fit Valle d’Aosta, potrebbe vedere accolte, anche se in minima parte, le sue proposte in materia di scommesse tradizionali che si fanno in tabacchino.

Infatti, Jean Daudry (Uvp) consigliere segretario del Consiglio Valle, ha presentato un emendamento alla legge regionale concernente la prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico.

Una legge, che sulla spinta ideologica, ha introdotto limitazione che penalizzano un  comparto on oltre 300 addetti e che era chiaramente contestabile nella parte relativa ai giochi del totocalcio nei tabacchini. Nella sostanaza l’emendamento vuole consentire le scommesse sportive, esclusa l’ippica.

Jean-Claude Daudry  spiega, infatti, che l’iniziativa l’emendamento intende ricomprendere nel novero dei giochi leciti, in concessione statale, ammessi negli spazi per il gioco, “specie se ubicati in esercizi commerciali quali bar e tabacchi, tutti i giochi a base sportiva, e non solo il Totocalcio, il Totogol e il 9, come invece previsto dalla presente proposta di legge”.

L’emendamento tiene conto di un dato oggettivo, vale a dire la sempre più ampia diffusione, soprattutto tra gli appassionati di calcio, dei giochi sportivi basati su scommesse, a quota fissa e virtuali che, negli ultimi tempi, hanno di fatto sostituito i concorsi pronostici sportivi tradizionali, quali il Totocalcio, il Totogol e il 9, che a breve potrebbero scomparire, in conseguenza della riforma dei concorsi pronostici sportivi.

Giustamente Daudry evidenzia che “il legislatore statale ha quindi correttamente e coerentemente operato una distinzione tra il gioco, lecito e che tale deve quindi rimanere, e i disturbi dovuti alla ludopatia, che è invece suo compito prevenire, a tutela della salute”. La legge regionale, che non ha consentito un graduale adeguamento degli esercenti alle nuove norme, per prepararsi al calo degli introiti conseguente al divieto, non appare perciò irragionevole la proposta di un emendamento.

L’emendamento non incide sull’interdizione degli apparecchi di cui è provata la pericolosità in termini di rischi di disturbo da gioco d’azzardo, ma permette di evitare l’imposizione di divieti, correlati alle distanze dai luoghi sensibili, vale a dire 500 metri in linea d’aria, che Daudry definisce “così estesi da divenire sostanzialmente espulsivi di attività altrimenti lecite”.

pi.mi.

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