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ATTUALITÀ POLITICA | 10 luglio 2019, 15:49

Sì del senatore Albert Lanice al taglio dei parlamentari

Anche in questa Legislatura il Parlamento ha manifestato la necessità di mettere mano alla Costituzione, per modificare l’assetto delle due Camere, Senato della Repubblica e Camera dei Deputati

Sì del senatore Albert Lanice al taglio dei parlamentari

"Certo, non si tratta di una variazione strutturale del funzionamento parlamentare, ma soltanto della riduzione, con un taglio lineare, del numero dei senatori e dei deputati. Si intende così portare il numero degli attuali deputati da 630 a 400, e dei senatori da 315 a 200, dei quali 4 (e non più 6) eletti nella Circoscrizione Estero".

Lo spiega il senatore della Valle d'Aosta, Albert Laniece, che oggi è intervenuto nel dibattito in aula.

"Dal punto di vista della Regione autonoma Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano, le piccole realtà alpine e di confine che il nostro gruppo rappresenta, la modifica prospettata non ha effetti diretti: i nostri concittadini continueranno a essere rappresentati, in Parlamento, con i medesimi numeri, forti del riconoscimento, previsto dall’articolo 6 della Costituzione, che tutela la nostra peculiarità di minoranze linguistiche".

Tuttavia, se guardiamo fuori dai nostri confini regionali, questo taglio lineare dei parlamentari potrebbe determinare la sotto rappresentanza di alcuni territori, così come determinare, in determinate situazioni, un non sufficiente equilibrio, come nel caso della rappresentanza della minoranza linguistica slovena, della quale sosteniamo le istanze: è giusto che abbiano formalmente una rappresentanza certa e sicura.

"La diminuzione del numero dei parlamentari - ha proseguito - è uno dei punti programmatici con cui tutte le forze politiche, compresi noi autonomisti, si sono presentati alle Politiche. Anche noi evidenziamo la necessità di promuovere una riduzione dei costi della politica: di per sé l’idea non è sbagliata, ma assolutamente condivisibile. Nondimeno, questa riduzione, slegata da un vero ripensamento di come funzionano il Senato e la Camera, quale il superamento del bicameralismo perfetto, rischia di far nascere una riforma già zoppa".

 

red. pol.

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