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Il rosso e il nero | 09 luglio 2019, 08:00

LA SANITA' DEL RANCORE...DEI CITTADINI 2

LA SANITA' DEL RANCORE...DEI CITTADINI 2

Ci siamo lasciati con la rabbia e l'incazzatura del comune cittadino che con le lungaggini delle liste d'attesa per le visite specialistiche ed esami diagnostici non trova soddisfazione per le sue esigenze da parte del servizio sanitario pubblico. Ma, oltre al problema delle liste d'attesa, bisogna tenere presente che ci sono prestazioni mediche che USL e Ospedali non sono in grado di fornire (si pensi, tra le altre, alle cure odontoiatriche).

Ora, parliamoci chiaro, si comprendono bene le osservazioni, anche di carattere ideologico, di chi dice che la sanità pubblica deve essere in grado di coprire tutti i bisogni sanitari dei cittadini. Il guaio è che i suddetti bisogni non vengono (lo dicono le statistiche)  soddisfatti del tutto dal SSN, né ci si può accontentare di una riorganizzazione dei servizi sanitari pubblici di là da venire. Sono queste le ragioni di chi sostiene la necessità di un servizio sanitario integrativo di quello pubblico.

La Valle d'Aosta in materia di spesa sanitaria privata vanta quasi un primato. Mentre la media italiana è di 592 euro annui pro capite, quella valdostana sale (secondo gli ultimi dati disponibili) a 800 euro annui pro capite, al secondo posto dopo Trento (900 euro). In Italia sono 14 milioni i cittadini che attualmente già aderiscono alla sanità integrativa che consente di recuperare almeno i due terzi di quello che si spende.

Si tratta però di una sanità integrativa dovuta alla contrattazione collettiva e, quindi, riguarda prevalentemente i lavoratori dipendenti, che oltre al rimborso suddetto beneficiano anche di una defiscalizzazione (si pagano anche meno tasse) della spesa sostenuta. L'idea venuta fuori dal Rapporto Censis 2019 è quella di allargare il campo dei beneficiari a tutti i cittadini, lavoratori e non, e anche a quelli privi di reddito o con redditi bassi.

Una gestione assicurativa residuale, sul tipo di quella francese, finanziata con  un prelievo di solidarietà da parte di tutta la collettività e anche con le risorse (oggi 4 miliardi di euro) disperse per sostenere le detrazioni per spese sanitarie. Insomma, un vero e proprio Secondo Pilastro Sanitario Complementare.

romano dell'aquila

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