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AMBIENTE | 08 luglio 2019, 13:08

I più attenti in montagna sono i disabili, parola di Protezione civile

I più attenti in montagna sono i disabili, parola di Protezione civile

"Di sedicenti escursionisti con i sandali ai piedi a 3.000 metri di quota ne abbiamo recuperati, eccome; di disabili in carrozzina nemmeno uno, eppure adesso in montagna vanno anche loro e sempre più spesso". Lo ha detto ad Aostacronaca.it il direttore della Protezione civile valdostana, Pio Porretta, commentando il recente opuscolo 'I passi della sicurezza in montagna' realizzato dal direttore del Soccorso alpino valdostano, Paolo Comune e da Sara Ratto, responsabile del Centro funzionale regionale; Luca Montagnani, Direttore del Dipartimento Emergenza dell'Usl VdA; Giancarlo Annovazzi, Vicecomandante del Corpo forestale valdostano.

Le misure di prevenzione contro gli incidenti in montagna contenute in questo prezioso opuscolo, prima fra tutte valutare sempre le condizioni meteo prima di avviarsi in escursione nonchè la propria condizione psico-fisica - spiega Porretta - sono vere e proprie 'parole d'ordine' per le persone afflitte da disabilità che voglio intraprendere gite in quota. Sono più attente alla meteo, all'accessibilità dei luoghi, ai tempi per raggiungerli e sono maggiormente consci dei propri limiti. Sembra un'ovvietà dire questo parlando di persone con handicap ma di fronte a esempi inauditi di turisti in braghette e sandali, che si avventurano su ripidi sentieri esposti magari senz'acqua e viveri, direi che il rapporto della disabilità con la montagna è oggi da prendere a modello".

Spiega Paolo Comune che "escursionisti diversamente abili sanno benissimo come comportarsi in caso di temporale in quota; sanno quando e se partire in escursione quando fa troppo caldo e sanno soprattutto rinunciare quando è il caso. Non posso dire lo stesso di tanti pseudo-alpinisti normodotati".

p.g.

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