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Oroscopo | 01 luglio 2019, 17:00

Esoterismo, misteri e leggende incredibili

E per tutto un lungo giorno seduta allo specchio Pettinava i suoi capelli d’oro – lo credevo di vedere Le sue mani pazienti domare un incendio. (Louis Aragon)

Esoterismo, misteri e leggende incredibili

Narra una leggenda che in tempi immemorabili, perdentesi nel buio del passato, viveva in un piccolo paese ai piedi dei monti, una fanciulla della quale non si conosce il nome, la gente la chiamava “Raggio di Sole” per via della sua meravigliosa chioma d’ora.

“Raggio di Sole”, nella dolce età fiorita dai rosei sogni, s’innamorò di un giovane montanaro, forte e bello il quale, dopo averla lusingata ed accettato il brivido d’amore delle sue carni ancora quasi inconsce, disdegnò l’offerta superba di quell’appassionato cuore di bimba e di donna e….l’abbandonò! Venne il giorno in cui la giovane s’accorse di essere madre.

I parenti e la gente del paese che prima l’amavano e vezzeggiavano la cacciarono senza pietà come fosse un animale immondo condannandola a vagare sperduta per le montagne ed a cibarsi di soli frutti selvatici finché, un giorno, cadde spossata in quello che era il suo rifugio: una spelonca rocciosa, mentre per l’essere che portava nel grembo, s’iniziava il mistero della natività.

I capelli erano annodati in una treccia che si avvolgeva a corona intorno al capo e avevano esattamente il colore dell’oro.

Senza che “Raggio di Sole” se ne accorgesse, una millenaria strega dei monti, le fece da mamma ma, mentre il bimbo apriva gli occhi alla vivida aurora, la giovane madre li chiudeva per sempre.

Genietti e Gnomi raccolsero la salma leggiadra e le diedero sepoltura solenne in fondo al crepaccio di un ghiacciaio dove si crede che la fanciulla riposi tuttora, per sortilegio, tutta bionda e bella, nelle sue membra intatte. Il bimbo crebbe e divenne gigantesco, e fu il potente signore della montagna che, apprendendo dalla strega millenaria il segreto della sua nascita, ed il martirio della madre, concepì per l’umanità un odio feroce.

Ora si dice che guardando talvolta la salma della donna che, per incantesimo si conserva sempre intatta, sia preso da un’ira terribile, e che si agiti ed imprechi e che, alle sue, urla le montagne si sfaldano formando le valanghe le quali, scatenate dal torvo signore delle Alpi, chiamato il “demonio bianco” precipitano, con sua malvagia soddisfazione sui paeselli, seminando morte e distruzione. 

Fonte: sulle orme dei passati dì: Virginia Faccio

Tutto ciò che inganna sembra sprigionare un incantesimo.
(Platone)

 

 

a cura di …..     Maurizio Platone

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