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ECONOMIA | 01 luglio 2019, 10:00

Marquis ‘Valdostani sovrani nella produzione energetica’

INTERVISTA A PIERLUIGI MARQUIS SUL FUTURO DI CVA

Marquis ‘Valdostani sovrani nella produzione energetica’

Pierluigi Marquis, capogruppo di Stella alpina in Consiglio Valle, mette le mani avanti prima di rispondere a chi gli chiede un pare sul dossier Cva - Iren

“Per quanto mi riguarda non esprimerò mai il mio voto a favore di una proposta che porta alla perdita del sovranismo della mia terra in materia dello sfruttamento delle sue acque a favore di società partecipate da comuni di altre regioni con interessi diversi dai nostri”.

Consigliere perché tanta determinazione?

“In questi giorni assistiamo a proposte in tema di energia che riportano le lancette al 900”.

Ovvero?

“La Valle d’Aosta già dal primo decennio del secolo scorso fu oggetto di grande interesse da parte di imprenditori di fuori valle che fecero incetta delle concessioni idroelettriche: prima per favorire lo sviluppo industriale in loco e in seguito per produrre energia da trasferire fuori valle per alimentare le industrie piemontesi”.

Erano altri tempi…

“Cero ma il mio timore è che si ripercorra la medesima strada”.

Si spieghi…

“La SIVA (Società idroelettrica della Valle d’Aosta) istituita nel 1907 nel giro di pochi anni mise insieme diverse concessioni idroelettriche e tentò uno sfruttamento razionale delle risorse idriche locali. Nel 1918 si fuse con la Pont Saint-Martin dalla quale nacque poi la SIP (Società idroelettrica Piemonte con sede in Torino).  Nel 1933 lo Stato acquisì la SIP tramite l’IRI e si arrivò alla prima forma di nazionalizzazione del settore”.

Ma all’epoca manca lo Statuto speciale, tant’è che con i decreti luogotenenziali del 1945 la Valle vide riconosciuta la concessione gratuita delle acque per novantanove anni che venne ripresa dallo Statuto.

“Infatti. Negli anni post bellici si ebbe una fiorente attività locale di sfruttamento idrico che nel 1962 venne statalizzata e affidata in regime di monopolio all’Enel. Esperienza che durò 30 anni e si superò per effetto della direttiva comunitaria del 1996 che liberalizzò la produzione elettrica e che fu recepita dal decreto Bersani nel 1999”.

Nel 2000, infatti,  la Regione acquisì da Enel le 26 centrali idroelettriche per tramite di CVA da allora l’acqua che nasce dalle nostre montagne è valorizzata a favore della nostra comunità. CVA s.p.a. ha posto in essere un’attività di crescita e diversificazione nell’ambito delle rinnovabili che l’ha portata a incrementare la potenza installata e la redditività. Ma oggi c’è la legge Madia?

“Le nuove disposizioni Statali, la legge Madia, hanno frenato e oggi condizionano gli investimenti e la diversificazione. Questa condizione potrà essere superata solamente o con una apposita norma di attuazione o con l’accesso al mercato borsistico”.

Quindi?

“Ora come allora seppure in tempi mutati, non si tratta più della prima industrializzazione ma di una nuova fase di centralità delle politiche energetiche, torna di attualità l’interesse nei confronti del nostro oro bianco da parte dei grandi operatori di fuori valle che si propongono come salvatori della patria”.

Le sue proposte?

“Mi domando come si possa, anche, solo ipotizzare un percorso inverso verso altre regioni rispetto a quello sempre anelato dai valdostani”.

Se permette le domande le faccio io. Ribadisco quali le sue proposte ed i suoi timori? IL riferimento IREN s.p.a., operatore nel settore energetico, che si è affacciata di recente alla Valle d’Aosta con una campagna promozionale che contempla uno sconto una tantum sulla fornitura dell’energia elettrica ai nuovi utenti sulla prima bolletta e prezzi di favore sull’acquisto di biciclette a pedalata assistita?

“Io constato solo che a distanza di qualche giorno ha organizzato una convention in cui ha lanciato l’offerta di collaborazione industriale con CVA s.p.a con una partnership al 50%”.

Nulla di illecito; è il mercato?

“Certo ma mi domando se la campagna sarebbe stata fatta nel nostro territorio se non ci fosse da parte loro l’interesse di un matrimonio con CVA, ma soprattutto a fronte dei 50 euro di sconto una tantum sulla prima bolletta elettrica, cosa succede in quelle successive? Perché non applicano le medesime condizioni negli altri territori?”

E’ il mercato…

“Ritengo che abbiano investito qualche euro e lanciato un’esca, un’operazione simpatia a favore dei cittadini valdostani, con la speranza che il pesce abbocchi. E sono certo che i valdostani sapranno esaminare e valutare con attenzione la proposta commerciale.

Dunque prima i valdostani?

“Può dirlo perché il nazionalismo e il motto ‘prima gli italiani’ si sta affermando anche in Valle”.

Ma Stella alpina ha sostenuto un governo a guida leghista…

“Sì ma ne siamo usciti e mi fa specie che queste proposte possano essere appoggiate da coloro che oggi sono ospiti della lega e si rifanno all’indipendentismo”.

pi.mi.

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