Consiglio Valle | venerdì 22 novembre 2019 08:35

Consiglio Valle | 28 giugno 2019, 05:00

IL MORELLI PENSIERO, PRESIDENTE UVP, SU ALCUNE SCOTTANTI QUESTIONI DELLA VITA POLITICA VALDOSTANA

I Valdostani non ne possono più dei silenzi e degli inciucci di Palazzo. Dopo Erik Lavevaz, presidente Uv, la Commissaria Marialice Boldi ha risposto alle domande di Aostacronaca che ne rivolgerà anche agli altri partiti e movimento. Prossima volta sarà la volta dell'Union Valdôtaine Progressiste

Giuliano Morelli

Giuliano Morelli

PRECISAZIONE DELLA REDAZIONE: Per un equivoco Uvp non ha risposto alle nostre domande. Una mancanza, sanata oggi, dovuto ad un semplice malinteso e non già per mancato rispetto verso i nostri lettori. La Redazione si scusa con l'Uvp e i lettori.

Le risposte all'Union Valdotaine Progressiste che alle regionali del 2018 ha ottenuto 6750 voti pari al 10,59%.

Premessa

L’instabilità politica è la conseguenza della crisi sociale ed economica dell’intero Occidente inteso come sistema di civiltà politica e noi valdostani non ne siamo immuni. La stabilità si ricomporrà non solo attraverso alchimie elettorali ma con la chiarezza e la condivisione degli obiettivi. Obiettivi che devono necessariamente essere a lungo termine, rivolti alle enormi sfide che il futuro ci presenta e la cui soluzione trascende gli equilibri e le definizioni politiche di un passato che non esiste più e che non tornerà. Non guardiamo nello specchio retrovisore quindi siamo aperti a tutti. L’economia si rilancerà solo se verrà ripensata su basi nuove, sostenibili, ecologiche e sul principio della sussidiarietà che caratterizza UVP dalla sua nascita.

1 – Cosa rispondete a chi sottolinea che entrate e uscite dalla Giunta con estrema facilità?

Noi siamo stati eletti nel 2013 come UVP e siamo stati rieletti con la stessa sigla nel 2018 e gli attuali eletti in Consiglio Valle sono tutti membri storici dell’UVP. Altri hanno dovuto mettere insieme fuoriusciti da più movimenti e partiti per formare movimenti e gruppi che in poco più di un anno di legislatura si sono divisi e in taluni casi disintegrati. La nostra coerenza e la nostra serietà l’abbiamo dimostrata sui temi e portando avanti le battaglie al di là delle nostre posizioni in consiglio regionale. Chi ha lavorato con noi in passato se n’è presto reso conto così come chi sta lavorando con noi oggi anche. Non abbiamo fatto politica sui personalismi e sfruttando semplificazioni populiste, ma sulle cose da fare. Dal 2016 lavoriamo per unire le forze autonomiste in consiglio regionale e oggi questo progetto ha unito 15 eletti in una federazione.

2 – Che giudizio date dell’esperienza di Governo con la Lega?

Non abbiamo mai governato con la Lega. Chi lo ha fatto da un giudizio molto negativo nel merito e nel metodo.

3 – Quale futuro immaginate per Cva?

Alla luce dei confronti avuti negli ultimi anni con esperti del settore (professori universitari, legali che operano nel settore, ingegneri e maestranze di CVA) che si sono svolti sia nelle Commissioni Consiliari competenti, che in incontri informali, ci si immagina un futuro dove emergono due possibili scenari atti a soddisfare e garantire le migliori condizioni di operatività di CVA a beneficio della comunità valdostana: il primo relativo all’approvazione di apposite norme di attuazione, il secondo che prevede la quotazione di una parte delle azioni su un mercato regolamentato di Borsa italiana, fermo restando la proprietà della Regione sulla maggioranza del pacchetto azionario.

4 – E per il Casinó?

Nonostante avessimo messo in atto una diversa progettualità per far uscire l’azienda dalla crisi ora siamo concentrati a sostenere il progetto di concordato con l’unico di interesse di far ripartire il Casinò perché è un’azienda che può dare ancora molto all’economia della nostra Regione. Siamo sodisfatti di aver approfondito lo studio di una legge che permetterà alla Regione di recuperare nel tempo le risorse investite per il rilancio della casa da gioco.

5 – Mai come in questi ultimi anni l’instabilità ha caratterizzato la politica valdostana perché?

Perché governare è difficile e molti eletti hanno preferito stare all’opposizione per costruire il proprio consenso personale piuttosto che lavorare a costruire solidi progetti di maggioranza. Di certo la legge elettorale non ha aiutato, è necessario lavorare rapidamente ad una norma di stabilità modificandola: fondamentale dare certezza di poter governare per 5 anni a chi viene eletto.

6 – Come pensate di ricomporre la stabilità?

Con una visione politica e strategica che deve essere patrimonio prima dei movimenti e poi degli eletti in Consiglio Regionale. Un passaggio logico passa attraverso il ricompattamento del fronte autonomista in una federazione finalizzata alla ricostruzione di un movimento autonomista unico.

7 – Favorevoli o contrari all’elezione diretta del Presidente e della Giunta regionale?

Favorevoli a valutare la migliore soluzione possibile per garantire governabilità. L’elezione diretta del Presidente è a questo punto una soluzione praticabile per provare a raggiungere questo obiettivo. Ne parleremo lunedì prossimo nelle riunioni degli organi del movimento.

8 – Tanto parlate di Federazione di movimenti autonomisti come potete realizzarla se nel nuovo soggetto vi è l’Uv che avete per tanti anni avversato duramente?

Noi non abbiamo contrastato l’UV, bensì combattuto contenuti, metodi e atteggiamenti che non ritenevamo più coerenti con quell’ideale e con il progetto politico che esso doveva rappresentare per la Valle d’Aosta. Lo abbiamo fatto prima nel movimento e poi, visto che nelle riunioni di allora erano diventati prevalenti e largamente maggioritari rispetto alle nostre tesi i silenzi e le teste abbassate, abbiamo preferito uscire dal movimento per portare avanti i nostri ideali autonomisti e federalisti. Oggi pare esserci maggiore attenzione alle cose che dicevamo un tempo e sostenuto come UVP in questi anni.

9 - La Federazione nascerà, secondo voi dallo scioglimento dei movimenti autonomisti?

La Federazione è uno strumento temporaneo per costruire un unico movimento autonomista. Abbiamo rilevato prevedibili timori da parte di UV, lavoriamo comunque con gli altri movimenti autonomisti per avanzare nel lavoro per raggiungere l’obiettivo congressuale.

10 – Quale il vostro progetto per rilanciare gli investimenti e l’economia in Valle?

La Valle d’Aosta deve ripartire dal suo territorio e dalle sue peculiarità per ricostruire un modello economico sostenibile e maggiormente radicato alle grandi potenzialità che esso ancora può esprimere. Qualità, competenza, efficienza e sostenibilità devono essere la parola d’ordine del nostro modello di sviluppo futuro. Dobbiamo sviluppare quindi un’economia che basi i suoi investimenti, nel turismo, nell’agricoltura, nell’edilizia, nel comparto energetico, nell’industria, nell’artigianato e in tutti gli altri settori produttivi valorizzando un territorio splendido, unico e autentico sviluppando sempre più le grandi potenzialità che le nuove tecnologie offrono. Si può fare!

piero.minuzzo@gmail.com

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