Consiglio Valle | sabato 24 agosto 2019 16:17

Consiglio Valle | 22 giugno 2019, 16:43

La Valle d’Aosta ha perso l’occasione per regolamentare e salvaguardare il gioco lecito

Con la legge contro l'azzardopatia il proibizionismo solo scalfito ma fortemente penalizzato un comparto che occupa circa 300 addetti. Stucchevole che a decidere siano legislatori dipendenti del casino che per il omento si salva con le slot messe al bando nel resto della Valle

Gianluca Genestrone

Gianluca Genestrone

La Commissione regionale ha presentato una proposta di legge (la numero 30 dello scorso20 giugno) che mira a chiarire alcuni dubbi interpretativi emersi in sede di applicazione della legge regionale n. 14/2019. Di fatto vengono esclusi dal distanziometro le lotterie ed i giochi numeri: Gratta & Vinci, Lotto, Superenalotto, ecc.

Gianluca Genestrone, Presidente della Federazione Tabaccai Valdostani ma anche imprenditore nel campo delle scommesse lecite, soddisfatto?

“I tabaccai della Valle d’Aosta, da parte loro, vedono riconosciuta la peculiarità della propria attività, spesa con rigorosa professionalità nella gestione non solo dei generi di monopolio, ma anche nella commercializzazione dei giochi leciti. Un riconoscimento doveroso ed apprezzato, ma che lascia tanta amarezza perché non ha smosso gli intendimenti ed il buon senso del legislatore su tutti gli altri punti della legge”.

Vuole dire che la Valle vuole essere più realista del re?

“Questo non lo so ma tengo ad evidenziare che a livello nazionale cresce, di giorno in giorno, una scuola di pensiero per così dire “alternativa” riguardo alla lotta al GAP”.

Cioè?

“Penso sia sufficiente l’esempio della Regione Puglia che ha deciso di salvaguardare i posti di lavoro di migliaia di addetti del settore”.

Ma una rondine non fa primavera…

“Infatti! Anche la Regione Marche, ha prorogato l’entrata in vigore della legge al 2021; e se non basta significativa, ancora, la presa di posizione del neo governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha evidenziato la necessità di rivedere la legge sul gioco che ha drammaticamente penalizzato tutti gli operatori del gioco lecito”.

Ma in Valle d’Aosta c’è chi canta fuori dal coro…

“Esatto si tratta del consigliere comunale Vincenzo Caminiti (nella foto in basso), ferreo sostenitore della giusta lotta all’azzardopatia, che recentemente ha provato, con grande onestà intellettuale e umiltà politica, a mettere in discussione gli strumenti adottati dalla Regione a tutela delle fasce più deboli”.

Dunque il castello ideologico, costruito per conquistare da qualche politico una manciata di voti, quello della lotta all’azzardopatia, inizia a scricchiolare?

“A me sembra che l’efficacia di distanziometri e limiti orari, soprattutto se utilizzati come pretesto per proibire di fatto qualsiasi attività di gioco lecito, comincia a vacillare sotto la presa di posizione di chi quotidianamente combatte le attività illegali e cura in prima linea le dipendenze patologiche con strumenti e modalità ben diverse”.

Perché?

“La perdita di migliaia di posti di lavoro accompagnata dai primi dati sul considerevole calo delle entrate fiscali fanno sì che siano sempre più frequenti le sollecitazioni bipartisan a trovare altre strade alla lotta al Gioco d’Azzardo Patologico – Gap”

Rammaricato come imprenditore?

“Soprattutto perché non c’è stato buon senso né coraggio, supportati forse da maggior conoscenza del settore, per introdurre con la proposta di legge n. 30 di alcuni giorni fa un percorso diverso a tutela dei soggetti più deboli. “Prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza dal Gioco d’Azzardo Patologico” (L.R. 14 del 15/06/2019), come in altre regioni/provincie sono sfociati in proibizionismo nudo e crudo”.

Come vede il futuro?

“Fatti salvi certi giochi, nessun’altra attività di gioco lecito sopravvivrà in Valle d’Aosta, per effetto di un distanziometro da 500 metri in linea d’aria copiato dalle grande metropoli, ma quantomeno grottesco se applicato ai nostri piccoli centri abitati, e per un’eventuale limitazione oraria: 10/12-14/16-18/20,  applicata a residuali spazi sovra distanza che mortifica anche il più spregiudicato degli imprenditori ed allontana qualsiasi forza lavoro dal settore”.

Nessuna slot, nessuna videolottery, nessuna possibilità di scommettere la domenica per la propria squadra del cuore o per giocare la vittoria all’ippodromo degli eredi di Varenne, dunque?

“Buonsenso, a tutela anche dei lavoratori del comparto è razionalizzare l’offerta di gioco, garantire una distribuzione uniforme e congrua alle potenzialità del mercato regionale”.

E come? Quale ricetta suggerisce da imprenditore e Presidente Fit

“Eliminare le anomalie e le offerte illegali, introdurre metodologie condivise tra le parti per limitare/impedire l’accesso al gioco dei soggetti problematici, su base volontaria o in accordo con le famiglie/servizi di sostegno, accrescere la formazione degli operatori del gioco legale, anche attraverso l’introduzione di sistemi informatici per l’utilizzo di banche dati comuni, moltiplicare le occasioni di incontro/confronto tra le parti interessate, nelle scuole, nei centri di aggregazione, negli stessi spazi di gioco, salvaguardare centinaia di posti di lavoro e entrate erariali importanti… nulla di tutto questo”.

A ridosso delle vacanze estive, dunque molti operatori valdostani perderanno il lavoro e diversi piccoli imprenditori chiuderanno le attività di una vita?

“Certo, ma dico di più: i clienti affezionati giocheranno le partite ed ai cavalli sugli smartphone, gli appassionati di apparecchi da intrattenimento si riverseranno al Casinò di Saint Vincent, che presto aprirà le sue sale 24h, con buona pace dei nostri politici che avranno eliminato il Gioco d’Azzardo Patologico e salvato, ci auguriamo tutti, l’azienda regionale del gioco lecito”.

E il posto dei legislatori, dipendenti del casino che non hanno nemmeno il pudore di astenersi quando l’assemblea vota provvedimenti che li riguarda in prima persona, sarà salvo. E la legge contro il Gap è un provvedimento che li riguarda in prima persona nella tripla veste di dipendente legislatore controllore. Controllori di se stessi.

piero minuzzo

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