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ECONOMIA | 19 giugno 2019, 08:30

Sempre il turismo a trainare l'economia valdostana ma la ripresa non c'è

Da sn Giacomo Giusti, Dario Ceccarelli e Cristiana Fabrizi

Da sn Giacomo Giusti, Dario Ceccarelli e Cristiana Fabrizi

E' sempre il turismo a 'tirare la carretta' dell'economia valdostana. Partita in ritardo, infatti, la ripresa economica della Valle resta indietro anche rispetto alla non brillante media nazionale.

il dato negativo emerge dal rapporto annuale della Banca d'Italia, presentato ieri in occasione della Giornata sull'economia organizzata dalla Chambre valdotaine. A pesare sul ritardo valdostano vi sono le negative dinamiche demografiche e della produttività, tanto che il valore aggiunto regionale alla fine del 2018 rimane inferiore di oltre il 9 per cento rispetto ai termini pre-crisi.

L'industria cresce, seppur lentamente, il turismo rimane su livelli elevati ma il tradizionale settore delle costruzioni non riparte, avendo lasciato sul terreno il 39 per cento del valore aggiunto del 2008. Inoltre, gli investimenti privati nell'industria sono aumentati, ma quelli pubblici si sono ridotti.

Il reddito e la ricchezza pro capite dei valdostani sono sempre tra i più alti in Italia, ma l'andamento di questi valori negli ultimi anni è negativo. La quota di famiglie senza reddito è inferiore alla media italiana, ma superiore al valore del Nord Ovest e in forte aumento dal 2009.

E così la Valle d'Aosta ai tempi della crisi si spopola: per il quarto anno consecutivo la popolazione regionale si contrae e nel 2018 diminuisce di 470 unità. Così dalla lettura dell'annuario statico presentato da Dario Ceccarelli, responsabile dell'osservatorio economico e sociale, in occasione della Giornata. A inizio 2019 i residenti erano 125.700; dall'inizio della crisi ad oggi la popolazione in età lavorativa (15-65 anni) è calata del 3 per cento, cioè di ben 2.700 persone. I motivi sono il calo della natalità, legato alla contrazione della popolazione tra i 20 e i 49 anni, e la diminuzione degli ingressi. Ceccarelli è stato preceduto dagli interventi tecnici di Cristina Fabrizi, della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale di Banca d’Italia e di Giacomo Giusti, dell’Area studi economici e statistici di Si.Camera per la Chambre Valdotaine.

Il 'turismo di quota' la nostra eccellenza

Per contro, c'è un dato estremamente positivo, anche se non sufficiente a far quadrare il cerchio: l'alta montagna turistica in Valle d'Aosta è un'eccellenza europea per la produzione di valore aggiunto procapite e si colloca al nono posto tra le regioni del continente. Lo rivela il Report realizzato dalla Camera di commercio valdostana, nell'ambito del Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali (Sisprint). "Diversamente da quanto succede in altri contesti italiani, - ha spiegato il ricercatore Giacomo Giusti - non è il capoluogo il polo di maggiore fermento produttivo della regione. Ma è proprio l'alta montagna con una forte vocazione ricettiva, come a Courmayeur e a Cervinia, a registrare gli indicatori più performanti, come per esempio i più bassi tassi di natalità di impresa, ma al contempo anche i più bassi livelli di mortalità. Oppure un tasso di occupazione elevato, più alto di 5-6 punti rispetto a quello di Aosta o Saint-Vincent e un'impennata di presenze turistiche di oltre il 20 per cento.".

val. pra.

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