Consiglio Valle | domenica 18 agosto 2019 18:03

Consiglio Valle | 19 giugno 2019, 05:00

Marcia indietro della Regione sulla legge contro le azzardopatie

Ordine del giorno di Vincenzo Caminiti, consigliere comunale di Aosta che chiede alla Regione di rivedere la forma di proibizionismo introdotta dalla legge regionale

Marcia indietro della Regione sulla legge contro le azzardopatie

La gatta frettolosa fece i gattini ciechi, ma quella lenta rischia di finire sotto un’auto. Mai proverbio è tanto calzante per i 35 uomini d’oro del Consiglio Valle che hanno approvato una legge contro l’azzardopatia che penalizzata l’intero settore del gioco. Così è che la Regione è finita sotto l’auto dell’ignoranza in materia che ha già causato una decina di licenziamenti e ne mette a repentaglio oltre 200.

Visto che la legge approvata sull’onda ideologica oggi mostra tutti i più nefasti effetti e in via Piave, nella reggia dei Consiglieri regionali c’è chi medita di rivedere i contenuti dell’articolato contro il quale ha preso posizione Confcommercio Valle d’Aosta e la Federazione Italiana Tabaccai con il presidente valdostano, Gianluca Genestrone.

Se in via Piave si sussurra la modifica della legge il peones Vincenzo Caminiti, consigliere comunale di Aosta e paladino della lotta alle ludopatie che ha portato all’approvazione del regolamento comunale sull’attività delle slot, ha preso carta e pena per mettere nero su bianco che la legge così non funziona. Partendo dal fatto che il Consiglio comunale ha deliberato un regolamento sulla tutela delle fasce deboli in merito all' azzardopatia e ne limitava l'esposizione al gioco per un massimo di otto ore, con degli orari stabiliti dall'allora direttore del SERD che richiamavano proprio la componente chimica che si veniva a produrre in alcune fasce orarie.

Oggi Caminiti (nella foto) dice: “Esiste anche un gioco sano e quindi è necessario conciliare la questione sanitaria, che oltretutto grava pesantemente sui costi della sanità, con gli investimenti leciti fatti dagli esercenti”. Infatti la legge regionale, come speiga Caminiti, “seppur spinta da un nobile intento, di fatto proibisce qualunque tipo di gioco nell'area delle distanze sensibili colpendo indistintamente anche chi non è ludopatico e mettendo a rischio parecchie attività commerciali sul nostro territorio”.

Caminiti chiede al Consiglio comunale di manifestare alla Regione “la nostra perplessità su questa forma di proibizionismo che ricade soprattutto sui commercianti della città di Aosta e esponendosi di fatto a ricorsi che probabilmente azzererebbero la legge regionale, compresa la parte positiva a tutela dei ludopatici”.

Per la fretta i 35 uomini d’oro hanno messo assieme slot, e tanti altri giochi che non generano dipendenza come lotto, schedina e via dicendo. Tutti giochi gestiti nei tabacchini che non possono essere trasferiti né sono tenuti rispettare le norme riguardanti le slot. E quindi è tutto da rifare. L’azzardopatia va combattuta alla stregua del tabagismo, dicendo che nuoce gravemente alla salute e che rovina le famiglie.

Va vietato ai minori con l’introduzione della tessera sanitaria, con l’informazione, con il divieto della pubblicità, con la sensibilizzazione nelle scuole, insomma, un un approccio culturale. Mica sono stati chiuso i tabaccai né allontanati dalle scuole.

Per il prossimo parto i 35 uomini d'oro lascino da parte la fretta ma non troppo altrimenti finiscono sotto  l'auto come la gatta

pi.mi.

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