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Aosta Capitale | 18 giugno 2019, 12:59

Aosta: Quartiere Cogne specchio della Città, le criticità riguardano tutto il territorio

Aosta: Quartiere Cogne specchio della Città, le criticità riguardano tutto il territorio

Tutto il mondo è paese e a questa regola non sfugge nemmeno il Quartiere Cogne di Aosta dove, nei giorni scorsi, sono stati arrestati alcuni residenti già noti alle Forze dell'ordine per reati vari. Certo le criticità sono all'ordine del giorno ma non è emergenza, anche se alcuni vandali deturpano il decoro dell'agglomerato. La situazione non è peggio che in altre zone delle città trascurate se non abbandonate. La differenza è che al Quartiere Cogne i residenti che amano il loro quartiere gridano a voce alta la voglia di serenità sociale e pace ambientale.

"Forse qualcuno ha mal interpretato il giusto allarme degli investigatori delle Fiamme Gialle -  spiega Paola Barreca che con il marito Enrico Serpone gestisce il discount Punto Simply in via Monte Cervino (nella foto) - che hanno invitato a tenere alta l'attenzione". Certamente è necessaria più controllo del territorio, "ma rappresentare il quartiere come di una sorta di fortino criminale mi sembra davvero eccessivo" ribadisce la commerciante". Infatti la stessa esercente precisa di non avvertire "particolare pericolo qui al 'Cogne', lavoriamo serenamente, abbiamo buoni rapporti con tutti i nostri clienti e con i residenti. Sappiamo di non vivere in un'oasi di pace dove non accade mai nulla di brutto, per carità, ma da qui a Scampìa c'è di mezzo un mare. Il quartiere sa reagire, lo ha sempre fatto e lo farà ancora".

La pensano come lei i coniugi Luigi Giovanni Franchetto e Halina Borghi, eporediesi che il prossimo 23 luglio festeggeranno il primo anno di gestione del Carrefour Express in via Cavagnet: "Conveniamo sull'importanza degli allarmi e della prevenzione al crimine, ma proprio non riusciamo a riconoscere il quartiere Cogne nel 'Bronx' narrato in questi giorni dai cronisti e dalle Forze dell'ordine".

La convinzione dei coniugi Franchetto non è dovuta a miopia, ma dalla constatazione che in un anno di attività nel cuore del Quartiere "se ci fossimo trovati in un zona ad alta densità criminale- sottolineano - ce ne saremmo accorti, immagino". Di più, "dobbiamo dire - aggiungono - che trascorriamo giornate di lavoro più che tranquille e gli unici furti che abbiamo subìto sono stati quelli dei piccoli 'ladri di caramelle' cui basta una sgridata per riportare il maltolto. Non vogliamo sminuire il valore dell'attività investigativa delle Forze dell'ordine, per carità, ma la nostra esperienza finora è stata questa".

'Nonna Palma' (nella foto a lato 'seminascosta' nella sua panetteria) così la chiamano tutti nel quartiere, gestisce da alcuni decenni la sua panetteria artigianale a pochi metri di distanza da un locale che pochi anni fa fu coinvolto in una vasta operazione antidroga. "Che posso dire? I criminali ci sono sicuramente, ma qui abitano quasi tremila persone e i tipi 'storti' li conosciamo tutti uno per uno, faccia per faccia. Non penso che poche persone possano sporcare l'onorabilità di tanti che vivono e lavorano onestamente".

E il nipote di che l'aiuta tutti i giorni a sfornare il pane, sostiene: "Trent'anni fa il quartiere Cogne era molto più pericoloso e degradato di oggi. Solo che la gente ha la memoria corta e all'epoca non c'erano i social media. Dunque chi se ne ricorda più?".

Già, la memoria è corta e viene cancellata dalle speculazioni ideologiche per una manciata di volti cavalca la paura e l'insicurezza inculcata a suon di slogan.

red. cro.

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