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Salute in Valle d'Aosta | 14 giugno 2019, 11:45

La sanità valdostana è più in salute di quanto si vuol far vedere

Peinetti 'il ricorso al privato accreditato non deve essere un tabù anche se presenta un problema perché genera inapropriatezza e costa molti soldi'

Flavio Peinetti in un intervento in aula

Flavio Peinetti in un intervento in aula

La sanità valdostana letta da un tecnico dao in prestito momentaneo alla politica è ben più in salute di quanto chi ideologicamente vuol fare vedere. E la fotografia illustrata in aula dal Consigliere regionale unionista Flavio Peinetti, dimostra che giudicare negativamente la sanità valdostana significa offendere i tanti lavoratori addetti e di tutte le figure professionali che operano nel servizio sanitario valdostano. Ma soprattutto gettare discredito su un servizio che ci è invidiato da molti.

La mozione, ha esordito Flavio Peinetti, già direttore sanitario dell’ospedale di Aosta, ha posto l'attenzione su alcuni problemi. Ed ha precisato: “Sulle liste d'attesa è innegabile che ci siano delle criticità, sia per quanto riguarda le visite - cardiologia, dermatologia, psichiatria, radiologia - sia per alcuni interventi chirurgici”. Criticità che secondo Peinetti, “sono legate ad una serie di fattori: la riduzione significativa degli organici medici, connessa alla difficoltà di trovare specialisti e alle lungaggini delle procedure concorsuali, ma anche all' inapropriatezza della domanda di visite specialistiche, cui si sta cercando di sopperire cercando di regolamentare l'accesso alle prestazioni per gravità di patologia”.

Peinetti ha poi ricordato che sono poi stati attivati la libera professione con oneri a carico dell'azienda e il ricorso al privato accreditato, “che non deve essere un tabù anche se presenta un problema perché genera inapropriatezza e costa molti soldi”. Dai dati snocciolati dal consigliere unionista emerge che in Valle d'Aosta si registra la quota pro capite di privato accreditato più bassa d'Italia.

“Riguardo al numero di interventi chirurgici – ha rimarcato Peinetti - vorrei ricordare che nel 2017 sono stati 9.744, aumentati a 11.294 nel 2018 con un incremento quindi di 1.500 interventi”. Ma poi Peinetti ha smentito con forza i dati citati dai nozionisti secondo i quali l’aspettativa di vita dei valdostani è sceca a 65 anni.

“I dati relativi alla speranza di vita – ha tuonato Peinetti - sono sbagliati: l'età media non è di 65 anni bensì ben superiore agli 80 anni. Anche sulle infezioni post operatorie il dato è falso e deriva da un'errata interpretazione di una tabella”.

I dati ospedalieri misurati da un protocollo nazionale rilevano, infatti, che l'incidenza è più bassa che nel resto d'Italia. Peinetti ha poi affrontato la questione della mobilità sanitaria  affermando che “dal 2013 al 2018 i dati registrano un risparmio di 10 milioni di euro perché abbiamo migliorato la mobilità attiva”.

E ancora: per l'adeguamento delle apparecchiature sono stati investiti 40 milioni di euro, destinati per il 60% alla radiologia e per il 40% alle altre strutture. “I problemi ci sono – ha concluso Peinetti - ma non creiamo allarmismi: bisogna lavorare seriamente tutti quanti assieme”.

red. pol.

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