Consiglio Valle | martedì 22 ottobre 2019 01:23

Consiglio Valle | 14 giugno 2019, 10:27

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Governabilità e buon senso contro il caos

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Governabilità e buon senso contro il caos

Nella riunione periodica di Area Democratica Gauche Autonomiste, tenutasi Giovedì 13 giugno, si è affrontato  anche il tema della governabilità della Regione Autonoma Valle d’Aosta, ritenuto da tutti un interesse generale  della comunità. Lo è nel presente e lo era in passato: chi alimenta il caos lo fa esclusivamente per sé, per la sua  parte politica ma non guarda al bene comune.

La stabilità e la continuità amministrativa erano auspicabili anche quattro anni fa, quando fu necessario fermare le  "prassi ricattatorie" di singoli consiglieri regionali che con un voto segreto tenevano in ostaggio una Giunta o un  intero Consiglio regionale.  Lo sono nuovamente oggi, dove singoli consiglieri, senza alcun riferimento a forze politiche o liste elettorali si  ergono ad arbitri di tutta una Regione.

Già i referendum del 2007 avevano posto il tema della governabilità con una particolare proposta di elezione  diretta del Governo regionale. Fu l'UV in primis a sottovalutare la questione, confidando nella sua centralità nel  sistema, come per 50 anni aveva fatto la DC in Italia. Ma anche molta parte della sinistra ha sempre visto come  fumo negli occhi la questione della governabilità, puntando quasi esclusivamente l’attenzione al sistema elettorale  proporzionale.

Già nell’ultima legislatura 2013/2018 era emersa, in modo ricorrente, la gravità dell'azione di singoli consiglieri in  grado di destabilizzare l'intera Regione con il voto segreto.  Non può che farci piacere che Consiglieri regionali espressione di aree civiche di sinistra si pongano finalmente  non solo il tema della rappresentanza in Consiglio regionale (sono agli atti le surreali proposte elettorali della fine  della scorsa legislatura) ma anche quello di consentire la "normale" amministrazione, attraverso un governo nel  pieno delle sue funzioni.

Per quanto ci riguarda apprezziamo la serietà sempre e sempre la sosteniamo pubblicamente.  Ci permettiamo di precisare che fatto il primo passo in Consiglio regionale, non si mettano scadenze, come allo  yogurt, alla Giunta Fosson: piuttosto si misuri la tenuta della Giunta sull’agire concreto con proposte non  esclusivamente elettorali (perché in tal caso pochi mesi sono più che sufficiente per tornare al voto). 

Noi ravvisiamo molte urgenze pratiche: a partire dall’attuazione di piani/strategie di adattamento e contrasto dei  cambiamenti climatici; al superamento del reclutamento o trasferimento ad personam nel pubblico impiego,  compreso nelle società partecipate e nel mondo parallelo del lavoro stagionale nei cantieri forestali e negli impianti  di risalita, andando finalmente a premiare la meritocrazia; si sblocchino le opere di sviluppo dei comprensori  sciistici che sono alla base dell’economia turistica regionale; si accelerino con priorità gli interventi di messa in  sicurezza e manutenzione delle scuole; si affronti l’emergenza delle liste di attesa in Sanità; si esamini da subito la  questione della perequazione contrattuale nel Comparto unico del pubblico impiego con riferimento anche alle  società partecipate (al fine di impedire le derive contrattuali avvenute in passato ad esempio, ma non solo, al  Casinò con la sottoscrizione delle OOSS); si promuova uno sforzo regionale, al di là delle indecisioni nazionali  sull’organizzazione dei Centri per l’Impiego in relazione al reddito di cittadinanza e ai nuovi pensionamenti, per  avviare un’Agenzia del lavoro che colmi la distanza tra domanda e offerta, contrastando la disoccupazione e la  “non ricerca” di lavoro.

Quindi se è corretto non improvvisare una maggioranza politica in assenza di un “Progetto politico” serio, poiché  l’improvvisazione è stata la causa del fallimento politico dei ribaltoni dal 2017 ad oggi, questo non deve implicare  un’assenza di lavoro politico e amministrativo concreto. Anzi può anticipare un vero e proprio laboratorio di idee. In  ogni caso indispensabile anche nel caso in cui si vada ad elezioni; è finito anche il tempo del tutti in ordine sparso  per poi rimescolare le carte in Consiglio regionale.

Molti valdostani aspettano proposte concrete, stanchi dei balletti di potere, da cui la Lega non può chiamarsi fuori  perché la prima maggioranza improvvisata in Consiglio regionale, la cucinò proprio la Lega, pur di andare al  potere dopo le elezioni, nonostante non fosse il primo partito uscito dalle urne del 2018 in Valle d’Aosta.

I coordinatori Gianni Champion Raimondo Donzel

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