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Aosta Capitale | 14 giugno 2019, 09:48

Aosta: I tempi della burocrazia ritardano riapertura il cinema teatro Giacosa

Aosta: I tempi della burocrazia ritardano riapertura il cinema teatro Giacosa

“Con la determinazione dirigenziale n.420/2019 pubblicata oggi, giovedì 13 giugno,  l’Amministrazione comunale ha provveduto a revocare l’aggiudicazione in concessione dei  locali commerciali inseriti nel complesso del Palazzo comunale - “Bar du Théâtre” e “Teatro  Giacosa””. L’amministrazione comunale annuncia così che due strutture di valenza culturale, turistica ed economica per la città dopo quasi 90 giorni che è tutto da rifare. E quindi dopo mesi e mesi di chiusura gli esercizi rimarranno chiusi per altri mesi e mesi.

“Prendiamo atto con rammarico della revoca dell’aggiudicazione - commenta l’assessore  al Patrimonio, Carlo Marzi – ma al tempo stesso evidenziamo la serietà dei controlli a tutela  dell’Ente, di cui avevamo dato conto nell’ultimo Consiglio comunale a proposito dell’aggiudicazione dei due beni comunali, spiegando come la concessione non sarebbe  divenuta definitiva fino all’espletamento delle verifiche di legge” ha commentato l’assessore Carlo Marzi. Una nota stonata visto che gli uffici ci hanno messo ben tre mesi per accertare la sussistenza dei requisiti richiesti in bando per i partecipanti.

Da notare che i partecipanti erano tre aziende che hanno formata un’associazione temporanea di impresa. Quindi le verifiche non erano così complesse come l’amministrazione vuole far intendere. L’Ati infatti era composta da una ditta individuale di Aosta, una società cooperativa di Saint Vincent e società a responsabilità limitata semplificata di Roma.

La nota comunale precisa che "a seguito delle verificheè emersa una posizione di irregolarità nei Durc (Documento unico di regolarità contributiva che si può ottenere in tre giorni) relativi a due dei componenti dell’Ati. L'assessore, comunque, annuncia poi l’intenzione di “esperire  quanto prima una procedura di gara ad evidenza pubblica, in modo che due beni storicamente  importanti per la città possano quanto prima tornare a disposizione della collettività”.

red. cro.

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