FEDE E RELIGIONI | domenica 21 luglio 2019 09:34

FEDE E RELIGIONI | 13 giugno 2019, 09:30

PAPA: Unità e libertà da se stessi sono nel dna della Chiesa

PAPA: Unità e libertà da se stessi sono nel dna della Chiesa

«Nel dna della comunità cristiana» ci sono «l’unità e la libertà da se stessi». Proseguendo il nuovo ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, all’udienza generale di mercoledì mattina 12 giugno in piazza San Pietro, il Papa ha individuato nella vita della Chiesa e di quanti ne fanno parte questi due elementi fondamentali «che permettono di non temere la diversità, di non attaccarsi alle cose e ai doni e di diventare martyres, cioè testimoni luminosi del Dio vivo e operante nella storia».

La riflessione del Pontefice è stata ispirata dalla figura di Mattia — testimone del Risorto, insieme agli altri, al posto di Giuda — il quale «fu associato agli undici apostoli», com’è scritto nel brano biblico degli Atti (1, 26) da cui ha preso spunto il Papa. In esso, ha spiegato, «l’evangelista Luca ci fa vedere che dinanzi all’abbandono di uno dei Dodici, che ha creato una ferita al corpo comunitario, è necessario che il suo incarico passi a un altro».

Infatti, occorreva «ricostituire il gruppo dei Dodici» e nel farlo «si inaugura la prassi del discernimento comunitario, che consiste nel vedere la realtà con gli occhi di Dio, nell’ottica dell’unità e della comunione».

Siccome i candidati sono due, Giuseppe Barsabba e Mattia, «allora tutta la comunità prega» e «attraverso la sorte, il Signore indica» il secondo. «Si ricostituisce così — ha commentato Francesco — il corpo dei Dodici, segno della comunione, e la comunione vince sulle divisioni, sull’isolamento, sulla mentalità che assolutizza lo spazio del privato, segno che la comunione è la prima testimonianza» offerta dagli apostoli.In tal modo, ha proseguito il Pontefice, «i Dodici manifestano lo stile del Signore. Sono i testimoni accreditati dell’opera di salvezza di Cristo e non manifestano al mondo la loro presunta perfezione ma, attraverso la grazia dell’unità, fanno emergere un Altro che ormai vive in un modo nuovo in mezzo al suo popolo».

Da qui la consegna del Papa: «Anche noi abbiamo bisogno di riscoprire la bellezza di testimoniare il Risorto, uscendo dagli atteggiamenti autoreferenziali, rinunciando a trattenere i doni di Dio e non cedendo alla mediocrità».Al termine della catechesi, salutando i fedeli polacchi, il Papa ha ricordato i cortei svoltisi la domenica precedente in Polonia per ribadire che «la vita è sacra perché è dono di Dio».

Dunque «siamo chiamati a difenderla e servirla già dal concepimento nel grembo materno fino all’età avanzata». Di più: «Non è lecito renderla oggetto di sperimentazioni o false concezioni».

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore