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ECONOMIA | 13 giugno 2019, 12:54

Una trentina di licenziati per legge regionale contro la ludopatia

Primi contraccolpi della legge regionale contro la ludopatia. Una trentina ndi addetti sono già stati licenziati; altri sono il lista d’attesa e altri ancora aspettano che il Consiglio Valle prenda in mano una situazione che sta davvero creando grandi problemi a molte famiglie; ben più di quelle che devono affrontare il dramma della ludopatia

Gianluca Genestrone, presidente Fit Vda

Gianluca Genestrone, presidente Fit Vda

Le preoccupazioni che angosciano il settore sono espresse da Gianluca Genestrone presidente della Federazione Italiana Tabaccai (Fit) che continua a fare affidamento “sul senso di responsabilità dei legislatori regionali”. Il gioco d’azzardo è una piaga ma è da considerare che il gioco è cambiato nel tempo. Infatti, se si volesse abolire tutta l’offerta  dovrebbero essere chiusi tutti i tabaccai. Ed è proprio il limite delle distanze che deve essere rivisto perché i tabaccai non possono sportasi a piacimento.

Le licenze, infatti, sono contingentate e tengono conto della presenza di altri esercizi analoghi. Per questo si rafforza il concetto che proibire non è  curare, perché il giocatore compulsivo  saprà dove andare a giocare. E in Valle può andare al casino, nella vicina Chamonix e on svizzera.

Gnestrone è fermamente convinto che "L’azzardopatia va combattuta con detreminazione ma senza inquinamento ideologici".

L'azzardopatia deve essere combattuta alla stregua del tabagismo, dicendo che nuoce gravemente alla salute e che rovina le famiglie. Va vietato ai minori con l’introduzione della tessera sanitaria, con l’informazione, con il divieto della pubblicità, con la sensibilizzazione nelle scuole, insomma, un un’approccio olistico e culturale. Mica sono stati chiusi o allontanati dalle scuole.

Gli smartphone, poi, hanno donato a tutti l’ubiquità, si può giocare in classe, in sacrestia, nell’oratorio e a tutte le ore del giorno e della notte. Si può giocare online con carta di credito spendendo lo stipendio del mese successivo impoverendosi oltremodo. Ci sono poi il lotto, il lotto ogni 5 minuti, gratta e vinci di tutti i tipi, etc…questi giochi si possono vendere e praticare ovunque. Tutto questo deve far capire che non si può penalizzare un settore con il proibizionismo quando lo Stato lucra fiscalmente proprio sulle ludopatie.

“Non capisco – dice sconsolatamente Gianluca Genestrone – un esercente valdostano deve essere penalizzato rispetto a colleghi di altre regioni: Anci e Conferenza Stato Regione hanno già dettato le linee guida sul gioco pubblico tenendo conto delle realtà territoriali; sarebbe dunque bene rimettere in agenda il problema”.

I dati di accesso di pazienti ai servizi sulle dipendenze patologiche al servizio sono davvero irrisori; un numero ben inferiore a quello di chi ha già perso il lavoro. Infatti su 1038 affetti da dipendenze varie che si sono rivolte al Serd, solo 48 hanno manifestato ludopatie; sei in meno del 2016 e 15 in meno del 2013. Anche in Valle d'Aosta la lotta al gioco d’azzardo patologico è uno degli obiettivi di ogni soggetto coinvolto nella filiera del gioco legale, ma è evidente che la mancanza di volontà da parte dei politici a gestire le problematiche correlate in modo organico ha portato, tuttavia, a una sostanziale confusione, a seguito di provvedimenti che troppe volte hanno tenuto conto solo dell’impatto mediatico e non degli obiettivi che andavano perseguiti.

Sostenere sul territorio attività economiche legate al gioco vuol dire garantire al contempo occupazione e un’offerta legale sicura, al fine di contrastare la presenza di realtà di gioco illegale e fuori controllo. L’effetto espulsivo del gioco legale dal territorio ha già provocato l’aumento della diffusione del gioco illegale; lo provano le recenti denuncie della Guardia di Finanza.

pi.mi.

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